di Bruno Bonsignore
Il Rettore della più grande -apprendo- università d'Europa invita il Pontefice all'inaugurazione dell'Anno accademico che ha come tema centrale la pena di morte, sul quale c'é piena convergenza tra due Stati sovrani, l'Italia e la Città del Vaticano. Ma il professore emerito Asor Rosa diserterà la cerimonia perché " non si può prescindere da un magistero pontificio fortemente connotato da posizioni conservatrici e reazionarie...". Il professore emerito dice insomma che chi non é progessista e di sinistra non ha diritto di ingresso nella "sua" università, e una settantina di suoi colleghi condividono e firmano l'appello per fare annullare il vergognoso incontro di giovedì.
Se tanta parte della faculty non si rende conto che il diritto di opinione, e di parola, sta alla base della libertà individuale, cioé di ogni singolo Individuo, mi chiedo dove sta la Sapienza della loro università ma mi solleva l'idea che i loro insegnamenti restino ben chiusi nelle rispettive aule.
E mi rallegro della decisione di Benedetto XVI che, verificata ancora una volta la miserevole apertura mentale di chi si autoproclama difensore della laicità nazionale, ha annullato sua sponte la visita.
Lasciando la Sapienza a tali sapienti.
Grazie Santità.
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giovedì 17 gennaio 2008
mercoledì 16 gennaio 2008
Il Papa a casa: conquista della laicità?
di Giusi Binetti
Papa Benedetto XVI Capo dello Stato Vaticano e numero uno della Chiesa Cattolica ha annullato la sua visita all’Università la Sapienza di Roma, prevista, su invito del Rettore, per domani, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico.
Non ci sono parole per definire quella che a mio avviso si rivela come un sonora sconfitta dei valori propri di una democrazia quando entrino in gioco la tolleranza, il dialogo, lo scambio che sono la base di ogni relazionamento.
Uno per tutti, il commento, riportato dal Corriere, di uno dei detrattori, Paolo de Nardis, ex preside di Sociologia delle comunicazioni (sottolineo la Facoltà): “ La paura era che dalla pena di morte passasse a parlare di aborto…”. No comment.
Inutile parlare di totale mancanza di rispetto per una figura rappresentativa di milioni di persone che professano la religione Cattolica, mentre mi solletica immaginare cosa sarebbe accaduto se, anziché il Papa, si fosse trattato del rappresentante di un’altra religione.
Allora sì che i valori della tolleranza e del rispetto sarebbero stati tenuti ben presenti! E ci mancherebbe altro.
Ma questa demenziale, squallida vicenda porta a pensare che dietro la levata di scudi per la visita del Papa si nascondano le frustrazioni, inespresse però, di coloro che a sinistra mal sopportano il balletto di opinioni interpretato dai politici di centrosinistra che, pur nello sforzo di rimanere uniti, non trovano però il collante adatto a far loro condividere i temi “caldi” relativamente ad aborto, contraccezione, fecondazione assistita, eutanasia, unioni extramatrimoniali e omosessualità.
Come si diceva “Si batte la sella per non battere il cavallo”.
Teniamoci pronti: dopo la spazzatura di Napoli, che ha debordato in tutti i quotidiani e le televisioni del mondo, anche questa vicenda non mancherà di mettere l’Italia sotto riflettori dei quali faremmo volentieri a meno.
Papa Benedetto XVI Capo dello Stato Vaticano e numero uno della Chiesa Cattolica ha annullato la sua visita all’Università la Sapienza di Roma, prevista, su invito del Rettore, per domani, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico.
Non ci sono parole per definire quella che a mio avviso si rivela come un sonora sconfitta dei valori propri di una democrazia quando entrino in gioco la tolleranza, il dialogo, lo scambio che sono la base di ogni relazionamento.
Uno per tutti, il commento, riportato dal Corriere, di uno dei detrattori, Paolo de Nardis, ex preside di Sociologia delle comunicazioni (sottolineo la Facoltà): “ La paura era che dalla pena di morte passasse a parlare di aborto…”. No comment.
Inutile parlare di totale mancanza di rispetto per una figura rappresentativa di milioni di persone che professano la religione Cattolica, mentre mi solletica immaginare cosa sarebbe accaduto se, anziché il Papa, si fosse trattato del rappresentante di un’altra religione.
Allora sì che i valori della tolleranza e del rispetto sarebbero stati tenuti ben presenti! E ci mancherebbe altro.
Ma questa demenziale, squallida vicenda porta a pensare che dietro la levata di scudi per la visita del Papa si nascondano le frustrazioni, inespresse però, di coloro che a sinistra mal sopportano il balletto di opinioni interpretato dai politici di centrosinistra che, pur nello sforzo di rimanere uniti, non trovano però il collante adatto a far loro condividere i temi “caldi” relativamente ad aborto, contraccezione, fecondazione assistita, eutanasia, unioni extramatrimoniali e omosessualità.
Come si diceva “Si batte la sella per non battere il cavallo”.
Teniamoci pronti: dopo la spazzatura di Napoli, che ha debordato in tutti i quotidiani e le televisioni del mondo, anche questa vicenda non mancherà di mettere l’Italia sotto riflettori dei quali faremmo volentieri a meno.
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