da Il Paese delle donne
La Junta Andaluza si è impegnata a garantire i trattamenti per la riproduzione assistita all’interno della sanità pubblica a tutte le donne, indipendentemente dal loro orientamento sessuale o dal loro stato civile.
Viene così superata la discriminazione contenuta nel decreto che regola questa materia dando la priorità nelle strutture pubbliche a donne con un partner maschio.
La Junta si è impegnata inoltre a ridurre i tempi di attesa, attualmente in media di tre anni, ad un massimo di sei mesi.
Secondo una ricerca del Servizio andaluso per la salute il 50% delle donne che ricorrono alle strutture private sono state allontanate, a vario titolo, dalle strutture pubbliche: di queste il 10% sono donne single eil 10% lesbiche che desiderano diventare madri
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mercoledì 30 luglio 2008
mercoledì 16 gennaio 2008
Il Papa a casa: conquista della laicità?
di Giusi Binetti
Papa Benedetto XVI Capo dello Stato Vaticano e numero uno della Chiesa Cattolica ha annullato la sua visita all’Università la Sapienza di Roma, prevista, su invito del Rettore, per domani, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico.
Non ci sono parole per definire quella che a mio avviso si rivela come un sonora sconfitta dei valori propri di una democrazia quando entrino in gioco la tolleranza, il dialogo, lo scambio che sono la base di ogni relazionamento.
Uno per tutti, il commento, riportato dal Corriere, di uno dei detrattori, Paolo de Nardis, ex preside di Sociologia delle comunicazioni (sottolineo la Facoltà): “ La paura era che dalla pena di morte passasse a parlare di aborto…”. No comment.
Inutile parlare di totale mancanza di rispetto per una figura rappresentativa di milioni di persone che professano la religione Cattolica, mentre mi solletica immaginare cosa sarebbe accaduto se, anziché il Papa, si fosse trattato del rappresentante di un’altra religione.
Allora sì che i valori della tolleranza e del rispetto sarebbero stati tenuti ben presenti! E ci mancherebbe altro.
Ma questa demenziale, squallida vicenda porta a pensare che dietro la levata di scudi per la visita del Papa si nascondano le frustrazioni, inespresse però, di coloro che a sinistra mal sopportano il balletto di opinioni interpretato dai politici di centrosinistra che, pur nello sforzo di rimanere uniti, non trovano però il collante adatto a far loro condividere i temi “caldi” relativamente ad aborto, contraccezione, fecondazione assistita, eutanasia, unioni extramatrimoniali e omosessualità.
Come si diceva “Si batte la sella per non battere il cavallo”.
Teniamoci pronti: dopo la spazzatura di Napoli, che ha debordato in tutti i quotidiani e le televisioni del mondo, anche questa vicenda non mancherà di mettere l’Italia sotto riflettori dei quali faremmo volentieri a meno.
Papa Benedetto XVI Capo dello Stato Vaticano e numero uno della Chiesa Cattolica ha annullato la sua visita all’Università la Sapienza di Roma, prevista, su invito del Rettore, per domani, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico.
Non ci sono parole per definire quella che a mio avviso si rivela come un sonora sconfitta dei valori propri di una democrazia quando entrino in gioco la tolleranza, il dialogo, lo scambio che sono la base di ogni relazionamento.
Uno per tutti, il commento, riportato dal Corriere, di uno dei detrattori, Paolo de Nardis, ex preside di Sociologia delle comunicazioni (sottolineo la Facoltà): “ La paura era che dalla pena di morte passasse a parlare di aborto…”. No comment.
Inutile parlare di totale mancanza di rispetto per una figura rappresentativa di milioni di persone che professano la religione Cattolica, mentre mi solletica immaginare cosa sarebbe accaduto se, anziché il Papa, si fosse trattato del rappresentante di un’altra religione.
Allora sì che i valori della tolleranza e del rispetto sarebbero stati tenuti ben presenti! E ci mancherebbe altro.
Ma questa demenziale, squallida vicenda porta a pensare che dietro la levata di scudi per la visita del Papa si nascondano le frustrazioni, inespresse però, di coloro che a sinistra mal sopportano il balletto di opinioni interpretato dai politici di centrosinistra che, pur nello sforzo di rimanere uniti, non trovano però il collante adatto a far loro condividere i temi “caldi” relativamente ad aborto, contraccezione, fecondazione assistita, eutanasia, unioni extramatrimoniali e omosessualità.
Come si diceva “Si batte la sella per non battere il cavallo”.
Teniamoci pronti: dopo la spazzatura di Napoli, che ha debordato in tutti i quotidiani e le televisioni del mondo, anche questa vicenda non mancherà di mettere l’Italia sotto riflettori dei quali faremmo volentieri a meno.
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martedì 30 ottobre 2007
GRAVIDANZE SPONTANEE E ASSISTITE
di Virginia Fiume da Milano
Ascolto il TG1.
Parlano di un parto di 5 GEMELLI in non so che ospedale definito come gioiello. (scoprirò più tardi il Salesi di Ancona).
Il giornalista racconta di una gravidanza: "spontanea indotta farmacologicamente"
Tradotto dal politically correttese all'italiano: FECONDAZIONE ASSISTITA.
Il giornalista forse non si è accorto che il papà sembrava uno che ha realizzato oggi che d'ora in poi deve mettere in condizione di volare non 1, non 2, non 3...ma cinque figli.
Mi permetto di pensare che con i tempi economici che corrono non sia esattamente facile.
Mi sembra di ricordare che a giugno si era parlato di un bilancio da lreferendum.
Numeri non positivi nè per le gravidanze nè per le gravidanze a rischio.
Molte più donne infertili e molte meno donne che riescono a portare a termine gravidanze sane: la restrizione a tre embrioni aumenta considerevolmente il bombardamento ormonale necessario e nello stesso tempo il rischio di gravidanze tri e plurigemellari. Una commissione parlamentare visti i dati si era espressa a favore della revisione della legge
Commissione affari sociali (qui)
Il verdetto era semplice: con le regole della legge quaranta dati di due anni dimostravano: più rischi per le madri, per i bambini, per i bambini, per il portafoglio anche nel caso in cui vada tutto bene.
Finito il servizio e il dejavu tardo primaverile mi faccio domande:
possibile che dobbiamo vivere in un paese dove i giornalisti chiamano la fecondazione assistita con il nome di gravidanza farmacologicamente indotta?
Possiamo lasciare che famiglie che già devono fare i conti (sì, anche economici...soprattutto quelli che magari decidono di andare all'estero per provare a aumentare le probabilità di una gravidanza) debbano farli anche dividendo per cinque anzichè per uno?
Se poi la gravidanza è spontanea, perchè deve essere più difficile?
Perchè è farmacologicamente indotta?
Perchè le ragazze restano incinte e abortiscono a undici anni e le trentenni- quarantenni che forse sono più in condizione di fare un figlio non possono. O devono farlo con rischi altissimi. Preservano solo parole "giusto" "sbagliato" e non le loro vite e quelle dei figli che concepiscono?
Allora, se permettete signori, fate le cose per bene.
O sì o no.
Ma per favore non ci si prenda in giro con le ideologie e non si punisca chi giù convive con dolore.
Saranno fatti suoi.
Ma secondo quale legge e' giusto far soffrire?
A DUE ANNI DAL REFERENDUM QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLA LEGGE ATTUALMENTE IN VIGORE clicca qui o se hai più tempo ascolta qui
(organizzato da SOSinfertilità onlus e Cellula Coscioni Milano,
con Maria Antonietta Coscioni, presidente Radicali Italiani e Associazione Coscioni e Arianna Censi, consigliere provinciale milanese, Partito Democratico, responsabile dell'ideazione dell'osservatorio donna http://temi.provincia.milano.it/donne/osservatorio_dati/osservatorio.php?p=nd)
Ascolto il TG1.
Parlano di un parto di 5 GEMELLI in non so che ospedale definito come gioiello. (scoprirò più tardi il Salesi di Ancona).
Il giornalista racconta di una gravidanza: "spontanea indotta farmacologicamente"
Tradotto dal politically correttese all'italiano: FECONDAZIONE ASSISTITA.
Il giornalista forse non si è accorto che il papà sembrava uno che ha realizzato oggi che d'ora in poi deve mettere in condizione di volare non 1, non 2, non 3...ma cinque figli.
Mi permetto di pensare che con i tempi economici che corrono non sia esattamente facile.
Mi sembra di ricordare che a giugno si era parlato di un bilancio da lreferendum.
Numeri non positivi nè per le gravidanze nè per le gravidanze a rischio.
Molte più donne infertili e molte meno donne che riescono a portare a termine gravidanze sane: la restrizione a tre embrioni aumenta considerevolmente il bombardamento ormonale necessario e nello stesso tempo il rischio di gravidanze tri e plurigemellari. Una commissione parlamentare visti i dati si era espressa a favore della revisione della legge
Commissione affari sociali (qui)
Il verdetto era semplice: con le regole della legge quaranta dati di due anni dimostravano: più rischi per le madri, per i bambini, per i bambini, per il portafoglio anche nel caso in cui vada tutto bene.
Finito il servizio e il dejavu tardo primaverile mi faccio domande:
possibile che dobbiamo vivere in un paese dove i giornalisti chiamano la fecondazione assistita con il nome di gravidanza farmacologicamente indotta?
Possiamo lasciare che famiglie che già devono fare i conti (sì, anche economici...soprattutto quelli che magari decidono di andare all'estero per provare a aumentare le probabilità di una gravidanza) debbano farli anche dividendo per cinque anzichè per uno?
Se poi la gravidanza è spontanea, perchè deve essere più difficile?
Perchè è farmacologicamente indotta?
Perchè le ragazze restano incinte e abortiscono a undici anni e le trentenni- quarantenni che forse sono più in condizione di fare un figlio non possono. O devono farlo con rischi altissimi. Preservano solo parole "giusto" "sbagliato" e non le loro vite e quelle dei figli che concepiscono?
Allora, se permettete signori, fate le cose per bene.
O sì o no.
Ma per favore non ci si prenda in giro con le ideologie e non si punisca chi giù convive con dolore.
Saranno fatti suoi.
Ma secondo quale legge e' giusto far soffrire?
A DUE ANNI DAL REFERENDUM QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLA LEGGE ATTUALMENTE IN VIGORE clicca qui o se hai più tempo ascolta qui
(organizzato da SOSinfertilità onlus e Cellula Coscioni Milano,
con Maria Antonietta Coscioni, presidente Radicali Italiani e Associazione Coscioni e Arianna Censi, consigliere provinciale milanese, Partito Democratico, responsabile dell'ideazione dell'osservatorio donna http://temi.provincia.milano.it/donne/osservatorio_dati/osservatorio.php?p=nd)
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