di Francesco G. Vicario
I rapporti diplomatici tra Italia e Romania sono in corso di repentino raffreddamento, dopo la morte di Giovanna Reggiani e la presentazione delle misure emergenziali elaborate dal governo. La Piazza ha avuto la meglio. Aizzata anche da taluni sobillattori professionisti che con i loro titoli di giornale, cavalcano il malcontento speculandoci sopra (il riferimento va a Libero e al suo "Rumeno Prodi").
Basescu definisce i provvedimenti dell'esecutivo italiano "improvvisati, veicoli di odio e paura".
Il circo si alimenta: decreto espulsioni, sgomberi fulminei di baraccopoli , la sinistra che insegue la destra in materia di ordine pubblico senza elaborare una strategia propria, e le primarie sulla sicurezza della Brambilla.
Il Ministro Emma Bonino riprende la questione, nel suo intervento al VI Congresso dei Radicali Italiani, conclusosi ieri a Padova; e contesta il ruolo principe che la politica ( quella dei "buoni a niente" e dei "capaci di tutto") assegna alla piazza, quando si tratta si elaborare una strategia di azione per contrastare il mal funzionamento del sistema in settori, come la sicurezza, che hanno un forte impatto emotivo sulla popolazione. Mentre, spiega Bonino, la bussola per l'iniziativa politica, anche nella destabilizzazione e nell'incertezza sociale, deveno essere lo Stato di diritto, la legge e la legalità. Scartando l'utilizzo di provvedimenti "ad hoc", emergenziali, in grado solo di alimentare l' insicurezza percepita irrazionalmente.
Criminalizzare intere etnie, per assicurare al popolo ( N.B. non al Cittadino) il suo capro espiatorio contro cui puntare il dito, non signigica nient'altro che la deriva delle istituzioni democratiche e liberali , le uniche su cui valga la pena scommettere.
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lunedì 5 novembre 2007
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