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martedì 18 marzo 2008

Conoscere per deliberare- uno strumento per la campagna elettorale






http://elezioni2008.radioradicale.it/


Le registrazioni audiovideo integrali degli eventi della campagna elettorale 2008 a confronto diretto con le notizie dei telegiornali.

Le conferenze stampa, le interviste, i comizi, le presenze politiche in televisione.

Uno strumento per non leggere solo i "comunicati stampa" che appaiono sui giornali, ma per farsi un'idea approfondita e una panoramica su tutti gli schieramenti.


http://elezioni2008.radioradicale.it/

mercoledì 5 marzo 2008

Questa è una campagna elettorale?

di Giusi Binetti


Mancano poche settimane alle elezioni politiche e gli elettori stanno assistendo alla prima di uno spettacolo inedito offerto dai rappresentanti di quel minestrone di buffi personaggi detta classe politica.
Frasi ad effetto riciclate, programmi scopiazzati, sogni, o, meglio, dreams, naufragati prima ancora di passare dalla fase REM, alleanze tradite, promesse disattese, patti di sangue sciolti come neve al sole.

La confusione regna sovrana. Ed allora, ecco che c’e’ chi decide di tornare alle origini, cercando rifugio alla tempesta in atto, come i democratici cristiani e i socialisti; chi si ricompatta, come i sinistri; e chi si lancia alla ricerca del “nuovo”-a-tutti-i-costi e costi-quel-che-costi come Berlusconi e Veltroni, ed ecco, infine, spuntare come un missile terra aria l’outsider Ferrara che, folgorato sulla via di Damasco, decide di arginare ogni possibile deriva, alla ricerca della panacea a tutti i mali dell’universo femminile che, tra parentesi, ringrazia e rifiuta l’offerta.

Pare evidente che peggio di cosi’ non poteva andarci e, mentre ci interroghiamo su cosa abbiamo mai fatto per meritarci tale accozzaglia di saltimbanchi, siamo costretti in tempi ahime’ rapidi a dover decidere tra le seguenti alternative:

a)andare finalmente a Timbuctu con un last minute il 13 e 14 aprile
b)scrivere sulla scheda elettorale: “ridateci la scala mobile”
c)turarci il naso e votare per il meno peggio e poi negarlo all’exit pool

Ma i politici non hanno afferrato che il 2007 e’ stato uno spartiacque tracciato dal Vaffa di Grillo e dalla Casta di Rizzo/Stella e persino Sanremo, ultimo strenuo baluardo, e’ capitolato?

lunedì 28 gennaio 2008

E il Cavaliere convoca la "nuova" marcia

Nell’indifferenza quasi incontrastata di una classe politica oramai in caduta libera, si è consumata l’ennesima non imbarazzante ma terrorizzante sortita di Silvio Berlusconi : o il Presidente Napolitano risolve la crisi sciogliendo le Camere e dando il via ai giochi elettorali, o il “popolo” si riverserà nelle piazze romane in milioni di unità, evidentemente “marciando” da ogni parte d’Italia.

Insomma, poco importa che questo paese non si sia ancora dotato di riforme strutturali fondamentali, tra cui quella sulla legge elettorale e le normative attuative su welfare e previdenza sociale; si ritorni alle urne garantendo un risultato probabilmente plebiscitario a favore del centrodestra con un pseudo ( e, ad oggi, non verificato) Berlusconi- Blair che al momento opportuno (per lui) lascerà la stanza dei bottoni a qualcun’ altro.
Tutto questo scavalcando le prerogative costituzionalmente individuate del Capo dello Stato, o meglio minacciando direttamente la stabilità istituzionale con un’occupazione non meglio qualificata della capitale.

Certo, siamo abituati alle estemporanee affermazioni del "Blairano" Berlusconi e alle sempre più frequenti ritrattazioni che ne seguono, da parte del Bonaiuti o del Bondi di turno.
Ma non possiamo non ravvisare un collegamento quanto meno simbolico rispetto alla medio recente storia italiana, quella del 1922 quando però i marcianti erano un paio di migliaia sebbene armati di spiccia ideologia e qualche schioppo; oggi i milioni non sarebbero altri che i Teleconvocati non solo dai canali del Biscione, ma anche dalla irresponsabilità lottizzata della Rai-tv, forse ancora più pericolosa.
Tale ricostruzione, che spiega la “quasi” indifferenza illustrata sopra, è quella espressa da Marco Pannella in un comunicato di ieri, ripreso stamane da Repubblica e Unità, molto duro e inflessibile quanto preciso e scientifico nel condannare un costume politico che sembra esser diventato conseguenza ovvia di quello che i radicali oggi chiamano lo sfascismo nella gestione della Res Publica.
Un atto politico in linea con la scelta radicale di non partecipare alle consultazioni che si stanno svolgendo al Colle, che non ha saputo affrontare il problema dell’illegale composizione del Senato, protrattasi dall’inizio della legislatura e che, di fatto, ne ha cagionato la crisi.

Le ipotesi che si profilano a conclusione della passerella politica di questi giorni sono incerte e nebbiose; ma, e questo appare quanto mai probabile , si concretizzeranno in soluzioni al ribasso, figlie dell’ondata di populismo che si insinua, di norma, nel vilipendio della democrazia e della Norma Costituzionale.


Il comunicato di Marco Pannella : http://www.radicali.it/view.php?id=114801

Ascolta qui la conversazione settimanale con il Ministro Emma Bonino trasmessa oggi da Radio Radicale : http://www.radioradicale.it/scheda/245800/conversazione-settimanale-con-emma-bonino

Sulla vicenda degli 8 senatori e sul ricorso promosso dalla Rosa nel Pugno, respinto dalla Giunta per le elezioni del Senato della Repubblica : http://www.radioradicale.it/respinto-il-ricorso-della-rosa-nel-pugno

Francesco G. Vicario

lunedì 19 novembre 2007

Il mistero del Cavaliere ( che via via si sta svelando)

di Francesco G. Vicario

Si era pensato che la "strategia Berlusconi", come si era profilata negli ultimi mesi e che si basava sulla pluricommentata spallata al governo di centro-sinistra, fosse miseramente fallita nel corso dell'approvazione del testo della finanziaria 2008, passato al Senato la settimana scorsa; con susseguente sciupio di commenti sull'ipotetico eclissamento del Cavaliere, a favore di uno degli "eterni delfini" che lo circondano.

Ma ancora una volta, ci stupisce. Da qualla che per i più sarebbe accreditata come la fine di un'epoca, per lui è motivo e occasione di rinascita, di dimostrazione di una tempra e un'inventiva politica davvero fuori dal normale ( a prescindere dai giudizi di valore).
Piazza San Babila, una classica domenica invernale milanese; e l'annuncio: Il Partito del Popolo delle Libertà. Che cancella il marcio dei Parrucconi (detto da lui che si è fatto trapiantare un parrucchino, crea il caso- cabaret) e costruisce un nuovo contatto diretto tra la Piazza (giovane) e il Palazzo (ammuffito). Muffa che non risparmia anche i suoi fedelissimi colonnelli Bondi e Cicchitto, pregati di non presentarsi all'incontro tra il Rapper Silvio e il suo pubblico rinnovato e riscoperto.
Contatto diretto, insomma: una strategia che all'ex premier è sempre stata congeniale e spesso si è rivelata vincente.
Sconcerto e tensione tra gli alleati, impreparati al nuovo scossone. Ma lo seguiranno. Dopotutto per quanto arrogante e populista, Berlusconi è un leader. E nessuno di loro può dirsi tale.