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sabato 12 gennaio 2008

Dopo la moratoria

Da un po' di tempo sono iscritta alla newsletter di Nessuno Tocchi Caino

Oggi l'ho ricevuta.
Una notizia positiva e una negativa in fatto di pena di morte.

IRAN. 13 IMPICCATI PER OMICIDIO E TRAFFICO DI DROGA


2 gennaio 2008: 13 persone sono state impiccate in Iran per omicidio e traffico di droga.
Tra le prime otto - giustiziate per omicidio nel carcere di Evin a Teheran – ci sono una donna, Raheleh Zamani, e un uomo identificato come Ali Reza.
La Zamani avrebbe ucciso il marito nel 2005, dopo aver scoperto la sua relazione extraconiugale, mentre Reza era stato condannato a morte in un caso molto famoso per l’omicidio di tre donne.
Altre tre esecuzioni sono state praticate in pubblico nella città di Qom, per il traffico di 590 gr di eroina. Le ultime due persone sono state messe a morte a Zahedan, per il traffico di 5,25 kg di eroina. (Fonti: Agence France Presse, 02/01/2008)

UZBEKISTAN. ENTRA IN VIGORE ABOLIZIONE PENA DI MORTE
11 gennaio 2008: è entrata in vigore, dal 1 gennaio, l’abolizione della
pena di morte in Uzbekistan.

L’entrata in vigore, prevista dal decreto presidenziale del 1° agosto
2005, è stata confermata dalla Corte Suprema. L’Uzbekistan ha deciso di
sostituire la pena di morte con l’ergastolo, che si applicherà solo per
terrorismo e omicidio premeditato con aggravanti, in base all’agenzia
di stampa ufficiale uzbeka UzA. L’Unione Europea ha elogiato
l’Uzbekistan per l’abolizione, con l’auspicio che la decisione possa spingere
altri paesi della regione a fare lo stesso, si legge nel comunicato
diffuso dalla presidenza slovena dell’Ue.
Per saperne di piu' :
http://www.iht.com/articles/ap/2008/01/04/europe/EU-GEN-EU-Uzbekistan-Death-Penalty.php

mercoledì 19 dicembre 2007

Moratoria contro la pena di morte, l’ Onu dice sì

di Giusi Binetti

Con 104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva la moratoria contro la pena di morte.

Questa risoluzione, di “portata storica” seconda le dichiarazioni del Ministro degli Esteri D’Alema, che rappresentava il nostro governo all’Assemblea, corona un sogno e una battaglia durata 13 anni e ci si augura che preluda all’abolizione della pena di morte.

In pratica, con questa risoluzione, le Nazioni Unite invitano gli stati membri a sospendere le esecuzioni capitali e possibilmente a limitare il numero dei reati per i quali tale pena è prevista. In sostanza si sottolinea l’urgenza del rispetto e della tutela dei diritti civili di tutti i condannati.

L’Italia ha certamente il merito di aver fortemente voluto ed a lungo lottato affinché tale moratoria fosse approvata, nell’iter lunghissimo e difficoltoso che ha portato questa proposta dall’Unione Europea fino alle Nazioni Unite, raccogliendo via via consensi dai vari Paesi fino ad arrivare addirittura a superare la soglia “psicologica” dei cento voti a favore.

Leggiamo insieme qualche frase presa dal testo della richiesta di moratoria:

“ Considerando che l’uso della pena di morte mina la dignità umana e convinti del fatto che una moratoria contro la pena di morte contribuisca al miglioramento ed al progressivo sviluppo dei rapporti umani; che non esiste alcuna prova decisiva che dimostri il valore deterrente della pena di morte; che qualunque fallimento o errore giudiziario nell’applicazione della pena di morte è irreversibile e irreparabile…. “

Queste parole, che fanno da premessa alla richiesta di moratoria, bastano da sole a spiegare la forza semplice e disarmante impiegata in una delle battaglie per il rispetto dei diritti civili.

Oggi questa battaglia è vinta, ma il cammino appare senza fine. Perché non basta indignarsi, ma serve muoversi e lottare.

Nei giornali di oggi troveremo inevitabilmente (e come sempre accade) tanti “padri” di questa iniziativa di indubbio successo e prestigio, etico e politico, ma, anche se non lo leggeremo, noi sappiamo che la madre è una, e si chiama Emma Bonino, e il padre è noto, e si chiama Marco Pannella.