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lunedì 1 settembre 2008

30 agosto 2008: un giorno di digiuno con il popolo tibetano

a cura di Virginia Fiume





Sabato 30 agosto al Parco Sempione, dodici ore di iniziativa nonviolenta della Comunità Tibetana e dall'Associazione Donne Tibetane, con il sostegno dell'Associazione Italia Tibet e del Partito Radicale.

Una giornata internazionale di digiuno, preghiere e meditazione, promossa dal Governo e dal Parlamento tibetano in esilio.

Riportiamo l'intervento del Lama Lobsang Phende:

Questa campagna di sciopero della fame di dodici ore lanciata dal Governo Tibetano in esilio è una campagna internazionale, a cui ha partecipato anche il Dalai Lama. Quindi penso che questa è veramente una campagna molto grande e molto importante.

Nella nostra lotta è un percorso lungo nel quale abbiamo anche in Italia tanti individui e tante associazioni che ci sostengono nella nostra lotta. Questo sostegno, dimostrato verso di noi, ci dà grande coraggio.

Sappiamo che la Cina è un paese potente, però sappiamo anche che moltissimi individui su questo pianeta sostengono la causa tibetana, perché l’arma principale della causa tibetana è la verità.
Quindi questo sostegno che noi abbiamo ottenuto fino adesso nel mondo è un grande successo.

Durante queste Olimpiadi, anche un po’ prima, di fronte all’errore che la Cina compie in Tibet il mondo ha dimostrato che la verità sta dalla parte dei tibetani. E sono scesi in piazza i cittadini del mondo per protestare contro fiaccola olimpica. Quindi per esempio in Argentina ci sono soltanto 5 tibetani, però questi 5 tibetani insieme al sostegno dei cittadini argentini hanno creato grandi problemi al passaggio di questa fiaccola. Quindi il sostegno che il mondo riesce a dare dà grande risalto alla causa tibetana e riesce a dare fastidio alla cina.

Infine ho un appello rivolto agli individui e alle associazioni che sostengono la causa tibetana. Voglio chiedere loro di non fermarsi nel loro impegno, nonostante le mille difficoltà. Chiedo loro di aumentare la loro organizzazione, ingrandirsi, coinvolgere sempre più gente possibile e andare avanti in sostegno alla causa tibetana.

Io sono convinto e orgoglioso che la natura nonviolenta della nostra lotta per la libertà del Tibet ha grande effetto e può contribuire tanto per la pace nel mondo. Di questo sono convinto nel profondo. Noi non abbiamo nessuno strumento con cui possiamo, per scambio, chiedere sostegno, per esempio dal punto di vista economico.
L’unica nostra arma è la verità. E’ proprio per questa verità che ci sono tante persone che riescono ad appoggiare la nostra causa. Se non avessimo la verità nella nostra lotta, la verità nella nostra azione, allora sarebbe difficile appoggiarci.

Durante queste Olimpiadi il mondo è riuscito a osservare la doppia faccia della Cina. Una faccia che è tutta di menzogna, l’altra tutta di propaganda. Quindi la Cina ha due facce nei confronti del mondo.
Il mondo è riuscito a osservare anche con quanta crudeltà la Cina vuole privare i tibetani della loro libertà. E io credo che il sempre maggiore sostegno della comunità internazionale può veramente aiutare nella nostra lotta.

Come dice Dalai Lama, quando uno crede in un valore, quando uno crede in un impegno non deve mai perdere la speranza e il coraggio. Sia per una cosa personale sia per un obiettivo collettivo. Noi siamo convinti che dobbiamo sempre avere coraggio e non perdere la speranza in questa nostra lotta.

Adesso sono finiti le Olimpiadi e poi l’attenzione sul Tibet inizia a calare, però il regime ha già annunciato, prima delle Olimpiadi, che quando le Olimpiadi saranno finite la vicenda del Tibet sarà sistemata profondamente e sistematicamente. Questo vuole dire imprigionare, uccidere, far sparire la gente.
Per questo motivo noi tibetani e i nostri sostenitori nel mondo bisogna fare pressione al proprio Governo, Unione Europea e Nazioni Unite per dare maggiore attenzione da vicino sulla situazione dei tibetani in Tibet. Questa è la nostra più grande richiesta e speranza.

Infine voglio ricordare che in questo mondo se vogliamo pace dobbiamo creare le cause per la pace. Quindi è importante sostenere tutto ciò che costruisce la pace e cercare anche di impedire tutto ciò che crea violenza e sofferenza.

Con questo voglio chiedere a tutti gli individui di contribuire per la pace nel mondo e voglio ringraziare il Partito Radicale e l’Associazione Italia Tibet che sono davvero impegnati nel sostenere la nostra causa.

Tutti gli interventi della giornata


IL VIDEO REALIZZATO DA DAVIDE CACCIATORI (www.italiatibet.org)

PRIMA PARTE





SECONDA PARTE

lunedì 23 giugno 2008

Flash: disobbedienze civili, presidi, appelli: improvvisata giornata della giustizia- a Milano, Palazzo di Giustizia, ore 18.00


di Virginia Fiume



I titoli sugli Europei negli ultimi tre giorni hanno preso il sopravvento sulle pagine dei giornali e durante i telegiornali. Ma

L'emendamento al Decreto Sicurezza che propone di bloccare tutti i processi che "non destino grave allarme sociale", dando la precedenza agli imputati detenuti ha suscitato una forte reazione della magistratura, del Quirinale e dell'opinione pubblica. Attutita forse dalla difficoltà della materia per i cittadini comuni.

Molti dei processi che verranno bloccati con l'approvazione del decreo riguardano alte cariche dello Stato. A partire dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Come nel caso del processo Mills

Tra le proposte c'è anche quella di limitare la diffusione e l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche da parte dei giornalisti, con condanne fino a tre anni.

Marco Travaglio, autore di diversi libri inchiesta che attingono a piene mani dal bacino delle intercettazioni promuove l'iniziativa di Disobbedienza Civile: !arrestateci tutti!!. Appellandosi all'articolo 21 della Costituzione Italiana sulla libertà di informazione e all'articolo 10 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Entrambi incentrati sul diritto all'informazione.

Il periodico culturale Micromega, promuove un appello, che vede come primi firmatari Furio Colombo, Giuseppe Giulietti e Pancho Pardi che chiede che informazione e magistratura restino "svincolate dal potere politico" e l'istitituzione di una Giornata della Giustizia.

I più veloci l'hanno già istituita la Giornata della Giustizia, davanti al Palazzo di Giustizia di Milano, oggi 23 giugno 2008, alle ore 18.00. Con un'iniziativa spontaneamente diffusa via mail e sui social network. Citiamo qui Piero Ricca, famoso nelle piazze milanesi per le sue denunce microfono in mano.

Nel frattempo accade che le carceri siano sovraccarichi inferni e accademie del crimine, i magistrati siano indipendenti, ma poco responsabili, con un pericoloso strumento tra le mani che è l'obbligatorietà dell'azione penale che grava sui tempi della giustizia.
E probabilmente non è con un emendamento a un'angosciante decreto sicurezza che si risolve la crisi di una macchina impazzita. O con il reato di immigrazine clandestina.

Domani si vedrà sui giornali se si meriterà più spazio la reazione degli individui o le vicende della panchina azzurra.
Ma la mobilitazione è iniziata.

martedì 1 aprile 2008

Rassegna stampa/ EXPO 2015- MILANO













Giornata di grandi festeggiamenti dopo che Milano si è aggiudicata l'EXPO 2015.

L'editoriale di Giuseppe De Rita sul Corriere della Sera traccia bene il quadro della situazione, sin dal titolo: Un'occasione per progettare

Due donne tra le artefici di un successo che non dovrà nè essere sprecato nè mal gestito:


































Il titolo dell'Expo del 2015 sarà:
FEEDING THE PLANET, ENERGY FOR LIFE
NOURRIR LA PLANETE, ENERGIE POUR LA VIE
NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA

il sito ufficiale qui

L'esposizione universale torna dopo 102 anni. battuta Smirne
Expo 2015, ha vinto Milano 86 a 65
Urla di gioia alla notizia. Si festeggia in città. Difficoltà durante le votazioni

tratto da Corriere.it/vivimilano


PARIGI - Prima un urlo, quindi un fragoroso applauso e una corsa ad abbracciarsi nei corridoi del Palazzo dei congressi di Parigi. Così è stata accolta la notizia per la vittoria di Milano per l'Expò 2015 dalla nutritissima delegazione italiana che ha seguito con grande trepidazione gli ultimi minuti prima dell'esito finale. Gelata la delegazione turca, all'interno del Palazzo dei congressi sventolano ora le bandiere italiane e quelle crociate di Milano.
PRODI E BERLUSCONI - Il presidente del consiglio Prodi si è complimentato con il Sindaco Letizia Moratti e ha affermato: «È importante questa vittoria, ci siamo mossi in modo unitario e il risultato è eccezionale. Un po' di paura l'abbiamo avuta». È stato questo uno dei primi commenti del presidente del Consiglio, Romano Prodi. «E’ una vittoria del mio Governo - ha detto Prodi - e anche dell’Italia. Non a caso ho fatto per giorni e giorni telefonate di richiamo». Invece Berlusconi: «Evviva. È una cosa importante per Milano e per l' Italia. Sono davvero lieto che ci sia questa notizia dopo il disastro che stiamo subendo per la tragedia di Napoli e per la Campania». Sono le parole con le quali Silvio Berlusconi commenta entusiasta l' assegnazione dell' Expo 2015 alla città di Milano aggiungendo che: «questo certo non è per merito di Prodi».
I MORATTI - Gianmarco Moratti, che ha seguito in sala l'ultima sessione del Bie che si è conclusa con la proclamazione di Milano per l'organizzazione dell'Expo universale 2015, è salito sul palco e ha abbracciato la moglie Letizia, sindaco della città. Entrambi, commossi, non hanno nascosto le lacrime. Qualche giorno fa, in un'intervista, Gianmarco Moratti aveva promesso che in caso di vittoria si sarebbe concesso con la moglie tre giorni di vacanza lontano da tutto e da tutti.
STRISCIONE A PALAZZO MARINO - Uno striscione con il logo dell’Expo 2015 e la scritta «Milano città ospitante. Grazie a tutti!» è stato esposto sulla facciata di Palazzo Marino subito dopo l’assegnazione dell’Esposizione al capoluogo lombardo. La gigantografia, 2,5 x 3,66 metri, "è la prima testimonianza simbolica di un giorno storico - ha commentato il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri - che porta il nome di Milano nel mondo, con l’onore e la responsabilità di ospitare l’Esposizione universale. Viviamo con orgoglio e gioia questo momento straordinario - ha proseguito - che ci impegna direttamente a lavorare da Milano per un mondo migliore».
CHE COSA E' - Non è la prima volta che il capoluogo lombardo ospita l'esposizione universale, accade infatti anche nel 1906, esattamente dal 28 aprile all'11 novembre. I numeri di allora furono, per l'epoca, eccezionali con dieci milioni di visitatori e circa 13 milioni di lire di investimenti. Le nazioni partecipanti furono quaranta. Il tema scelto allora fu quello dei trasporti. Per l'occasione furono creati oltre 220 edifici e fu costruito l'acquario civico.
PERCHÈ EXPO - L'Expo, o Esposizione mondiale, è il nome generico che indica diverse grandi esposizioni tenutesi fin dalla metá del XIX secolo. L'organismo internazionale che regola la frequenza, la qualità e lo svolgimento delle esposizioni è il Bureau International des Expositions (tipicamente abbreviato in Bie) nato da una convenzione internazionale siglata a Parigi nel 1928. Attualmente aderiscono al Bie 98 Stati. Le esposizioni gestite dal Bie sono esposizioni internazionali di natura non commerciale con durata superiore alle tre settimane organizzate ufficialmente da una nazione e che prevedono la partecipazione delle altre nazioni invitate tramite canali diplomatici dalla nazione ospitante. La prima Esposizione Universale è generalmente considerata quella tenutasi a Londra nel 1851. Il successo di questo evento ha spinto altre nazioni ad organizzare iniziative similari, come l'Exposition Universelle di Parigi del 1889 ricordata per la creazione della Torre Eiffel. Fin dall'inizio il Bie ha identificato due differenti categorie di esposizioni: le esposizioni universali e le esposizioni specializzate.
31 marzo 2008


Mondo Rosa Shokking aveva parlato di Expo: Francesco Vicario qui

giovedì 6 marzo 2008

Eventi/ La forza delle donne- Rassegna di Film

rassegna di Film "LA FORZA DELLE DONNE" - quarta edizione - "DONNE E LIBERTA' DI SCELTA", organizzata dall'Associazione La Conta in collaborazione con il Circolo ARCI Martiri di Turro, che ci sarà, con ingresso gratuito, a partire da lunedì 10 marzo 2008, alle ore 21.00 al Circolo ARCI Martire di Turro - Via Rovetta 14 a Milano


* Lunedì 10 marzo 2008 alle 21,00 - "Il segreto di Vera Drake" di Mike Leigh - 2004 - Gran Bretagna - Presenta la serata Assunta Sarlo - Giornalista;
*
Lunedì 21 aprile 2008 alle 21,00
- "L'Agnese va a morire" di Giuliano Montaldo - 1976 - Italia - Presenta la serata Angela Persici - Istituto Pedagogico della Resistenza - Milano;
*
Lunedì 12 maggio 2008 alle 21,00
- "Water" di Deepa Mehta - 2006 - India - Presenta la serata Arifa Hashmi studiosa - Pakistan

* Lunedì 9 giugno 2008 alle 21,00 - "Il matrimonio di Tuya" di Wang Quanan - 2006 - Cina - Presenta la serata una studiosa del Gruppo Cinema dell'Associazione la Conta.

Quattro film splendidi di storie di donne, della loro scelte, delle loro lotte e della loro resistenza.


IL SEGRETO DI VERA DRAKE - Regia di Mike Leigh - Gran Bretagna - 2004






Nell'Inghilterra anni '50, Vera Drake (Imelda Staunton) si prodiga per la famiglia, l'anziana madre e persino un vicino di casa malato. Quello che nessuno sa è che Vera aiuta ragazze ad abortire: una pratica illegale, che la donna compie per altruismo, senza preoccuparsi delle conseguenze. La sua vita cadrà in disgrazia quando viene scoperta dalla polizia. Mike Leigh continua ad esplorare l'universo che a lui è più congeniale: quello dei vinti, degli sconfitti dalla vita. Vera Drake, anche lei 'vinta', si dà da fare per alleviare le sofferenze altrui. E' una donna profondamente buona che finirà in carcere. Leigh dice di voler affrontare la tematica dell'aborto avvalendosi della distanza nel tempo che dovrebbe evitare la polemica. In realtà questo è un film su un mondo che trascina tristemente la propria esistenza ed in cui, forse per la prima volta, non c'è differenza tra ricchi e poveri. Il disagio esistenziale è di tutti. La differenza la fa, come al solito, il denaro. Che però per Vera non conta. Perché lei è un'anima pura. Il film è stato premiato con Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia nel 2004 e con la Coppa Volpi per la migliore attrice a Imelda Staunton allo stesso Festival ( fonte internet).


L’AGNESE VA A MORIRE – Regia di Giuliano Montaldo - Italia - 1960












Agnese, lavandaia della bassa Emilia, vive silenziosamente accanto a Paolo Palita, pressoché immobilizzato nel fisico, ma tipo di marxista indomito. Quando i Tedeschi le portano via il marito, che morirà in un bombardamento nel corso del trasferimento verso la Germania, Agnese si sente nella veste di partigiana; uccide un tedesco con il calcio del fucile; raggiunge un gruppo partigiano e ne diviene nel contempo la vivandiera e la "mamma". Per quanto illetterata, Mamma Agnese dimostra equilibrio e molto buon senso. Cosi', poco alla volta, le affidano compiti organizzativi importanti e le danno donne-staffette: non di rado, inoltre, alcuni casi umani vengono risolti in base alle sue timide osservazioni. Quando, nell'ultimo duro inverno, un gruppo di partigiani viene tradito e sterminato da Tedeschi appostati lungo il percorso che dovrebbe portarli oltre le linee, Agnese disobbedisce al Capo nascondendo in casa i superstiti; rischia l'espulsione ma finisce reintegrata. Mentre si avvia verso il luogo di una missione, incappa in un posto di blocco. Un ufficiale, compagno di quello ucciso dalla partigiana, la riconosce e la uccide immediatamente ( fonte internet).



WATER – Regia di Deepa Mehta – India - 2006











India, 1938. Chuya, una ragazzina di appena otto anni, viene allontanata dalla sua famiglia e trasferita in una casa ritrovo per vedove indù, per espiare la colpa d’un marito perso e mai conosciuto, attraverso l’eterna penitenza imposta dai testi sacri. Tra veglie e preghiere, la ragazzina porterà una ventata di freschezza - e di scompiglio - che contagerà l’affascinante Kalyani, giovane vedova innamorata di Narayan, un fervente idealista sostenitore di Gandhi. Il film di Deepa Mehta va a concludere una personale trilogia sugli elementi acqua, fuoco e terra. Il tema trattato - la condizione della donna e in particolare delle vedove - apre nuovi spiragli su una condizione di disagio che ancora oggi, a distanza di cinquant’anni dalle conquiste del "profeta" Gandhi, contagia centinaia di migliaia di donne costrette alla ferrea osservanza delle pratiche religiose.

I valori del film non sono soltanto di contenuto. Dotata di talento naturale e di idee precise sul mondo, affinato il mestiere con George Lucas, D. Mehta eccelle nei momenti lirici (il gioco di mani tra Sarala e la bellissima L. Ray durante la pioggia battente; la festa dei colori nell'ashram). Breve apparizione di Gandhi nella sequenza finale. Nel 2001 le vedove indù erano 34 milioni. Molte di loro subiscono ancora la stessa sorte come nel 1938 ( fonte internet).



IL MATRIMONIO DI TUYA – Regia di Wang Quanan – Cina - 2006
















Tuya è una giovane donna della Mongolia che vive con Barter (il marito paralizzato) e i due figli in una zona semidesertica. La loro fonte di sostentamento è la pastorizia. Tuya però non riesce più a reggere la fatica e le responsabilità. Accetta quindi di divorziare e risposarsi ma solo con un uomo che si prenda cura non solo dei suoi figli ma anche di Barter. C'è un vicino interessato a lei ma le sue iniziative velleitarie (compreso il timore che nutre nei confronti di una moglie vessatrice da cui vorrebbe separarsi) lo rendono inaffidabile. Tutto sembra sistemarsi quando fa la sua comparsa un ex compagno di scuola di Tuya, tornato a casa dopo essersi arricchito con il petrolio. L'uomo è pronto a prendersi carico di tutto. Ivi comprese le spese per il ricovero di Barter in un Istituto… Il film non si limita a proporre un disagio esistenziale ma offre anche occasioni di riflessione sul rapporto tra tradizione e modernità. Nell'odierna Mongolia l'industrializzazione avanza e tenta di travolgere le attività del passato come la pastorizia spingendo le persone all'inurbamento. Tuya, donna in un mondo dominato dagli uomini, deve difendere la propria dignità che è anche quella del marito. Lo fa con una difesa dei valori profondi che non può essere tacciata come antimoderna perché è invece, molto più semplicemente, attaccamento a ciò che rende tale un essere umano, al di là delle contingenze di razza o collocazione geografica.

giovedì 14 febbraio 2008

Oggi pomeriggio Milano sarà sveglissima

Domenica vi avevamo parlato del Convegno Donne, innovazione e crescita a Catania.

http://www.radioradicale.it/scheda/246965/donne-innovazione-e-crescita-lavoro-femminile-e-welfare-una-necessita-per-competere-in-europa






Oggi, giovedì 14 febbraio, il consiglio comunale di Milano discuterà la mozione relativa all'istituzione del registro comunale delle unioni civili.

I radicali dell'associazione "Enzo Tortora" - Radicali Milano organizzeranno a partire dalle ore 16:00 un presidio di fronte a Palazzo Marino, sede del Comune, per esprimere il loro sostegno alla mozione.


Valerio Federico, segretario dell'associazione, invita tutti coloro che hanno a cuore la laicità delle istituzioni e la libertà dei cittadini a partecipare al presidio: «Anche solo per qualche minuto, per dimostrare che Milano non è solo quella chiusa sulle posizioni conservatrici e retrograde della Moratti e di Formigoni, ma anche un'altra città, aperta ai cambiamenti della società e al riconoscimento dei diritti individuali di tutti i cittadini, omosessuali ed eterosessuali senza discriminazioni. Facciamo sentire, dalla piazza, la nostra voce al consiglio comunale».

alle 17.30 le donne di Usciamo Dal Silenzio

COMUNICATO STAMPA

194: PRESIDIO DOMANI IN PIAZZA SAN BABILA ALLE 17,30

La vicenda di Napoli e' inquallificabile da ogni punto di vista, e' un atto vigliacco e intimidatorio:
-calpesta la dignita' delle donne, di tutte le donne, in un momento particolare di grande solitudine e sofferenza.
-l'irruzione gratuita delle forze dell'ordine offende anche la professionalita' dei medici che avevano unicamente applicato la legge.
-la stessa modalita' adottata sulla base di una pura denuncia anonima, esprime violenza, ottusita', prevaricazione.
Nell'esprimere solidarieta' alla donna di Napoli che ha subito questa grave prevaricazione, denunciamo con forza questi atti. Viglileremo, soprattutto in Lombardia, affinche' la 194 sia applicata alla luce del dettato costituzionale, impiegando tutti gli strumenti possibili, anche legali, perche' sia garantita l'autodeterminazione delle donne.
Invitiamo donne e uomini a manifestare la propria indignazione domani, GIOVEDI' 14 FEBBRAIO, alle ore 17,30 con un PRESIDIO IN PIAZZA SAN BABILA.

Rete regionale lombarda "194 ragioni"

E l'UDI alle 18.00 sotto alla Clinica Mangiagalli

Aborto. La polizia irrompe al Policlinico di Napoli

L'Udi denuncia: "clima di intimidazione"

di Anna Maria Bruni



"Nel reparto di interruzioni volontarie di gravidanza, nella serata

dell'11

febbraio, alcuni agenti del Commissariato Arenella hanno fatto irruzione,

senza alcun mandato, motivando di aver notizia di reato di 'feticidio'".

"Si

trattava, invece, di un aborto terapeutico alla quarta settimana,

regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della

donna che ha subìto l'intervento, e che ha espulso, peraltro, un feto

morto".

Questo l'inizio del comunicato con cui l'Udi, l'Unione delle donne

italiane,

ha denunciato l'incredibile intimidazione avvenuta ai danni di una donna

ricoverata al Policlinico di Napoli, nella serata di lunedì.



I medici, continua il comunicato, "di fronte ad un inedito agire della

forza

pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro

del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della

paziente". Inoltre, fanno sapere dall'Udi, "gli agenti hanno intimidito

la

vicina di letto della donna esortandola a testimoniare in quel momento,

altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice".

L'associazione, pertanto, denuncia "il clima che sta montando contro le

donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera

procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni

buon

senso. La libertà femminile - prosegue la nota - ha reso inevitabile

l'agonia del patriarcato che, ottenebrato, mostra la sua faccia feroce,

contrapponendosi alle donne con l'intimidazione".



Il direttore generale del Policlinico, Giovanni Canfora, ha avviato

un'indagine conoscitiva interna. Il primario del reparto e direttore del

Dipartimento di Ostetricia, prof. Carmine Nappi, ha consegnato alla

direzione una relazione sulle modalità di svolgimento dell'aborto. "Si è

trattato di un aborto praticato nel secondo trimestre, alla ventunesima

settimana di gravidanza, che è previsto dall'articolo 6 della legge

194/78,

eseguito con un' iniezione di prostaglandine", ha detto il professor

Nappi.

"Il feto presentava un' alterazione cromosomica. Se la gravidanza fosse

stata portata a termine ci sarebbe stato il 40% di possibilità di un

deficit

mentale. La donna ha presentato un certificato psichiatrico della stessa

struttura universitaria sul rischio di 'grave danno alla salute psichica',

che ha autorizzato l'intervento". La donna che ha dovuto interrompere la

gravidanza è stata poi dimessa lunedì mattina.



Il professor Nappi ha poi precisato di essere un obiettore di coscienza, e

che "nel nostro reparto siamo rigorosi nel rispetto della normativa".

Un caso esemplare di attuazione dello spirito che ha animato la 194:

libertà, regolamentata, per l'interruzione di gravidanza e libertà per i

medici obiettori di seguire la loro coscienza, fatti salvi i casi di grave

rischio per la salute della donna e del bambino. La libertà di allora ha

consentito uno spazio di condivisione nel rispetto delle diverse posizioni,

il fondamentalismo attuale prevede la libertà solo per una parte, quella

del

potere, della Chiesa, e dei suoi servi, laici o cattolici che siano, che si

realizza solo nella repressione della libertà civile.

domenica 10 febbraio 2008

EVENTI/ARTE/ Adelaide Fontana

Adelaide Fontana

Docente di Discipline Plastiche, studia all'accademia di Belle Arti di Carrara (MS), dove nel 2002 si laurea con 110 e lode e vince una borsa di studio per Atene. Si specializza all'Accademia di Belle Arti di Brera(MI)
per contattarla: thebest.me@tiscali.it


Sabato 16 febbraio, alle ore 16.00 "SPAZIO ESPOSITIVO -LA COPIA-, via Campiglio 13 Milano Lambrate.






Opere realizzate su tela
Materiali: rielaborazioni fotografiche, garze, gesso, pigmenti, acrilici e vinile

domenica 3 febbraio 2008

EVENTI/ LA RIVOLUZIONE PACIFICA DELLE DONNE MUSULMANE- incontro 8 febbraio

Nell'ambito del Programma "Libri a Palazzo Clerici" - l'8 febbraio prossimo, alle ore 17.30, ospiterà una Tavola Rotonda dal titolo:

"La rivoluzione pacifica
delle donne musulmane"

All'incontro, che trae spunto dalla pubblicazione del volume di Lilli Gruber dal titolo "Figlie dell'Islam" (ed. Rizzoli), saranno presenti, oltre all'Autrice: Natalia Aspesi, Giornalista "La Repubblica"; Chiara Ferrero, Illhamallah della Comunità Islamica Italiana; Alessandro Vanoli, Professore Università di Bologna.

Restando a disposizione per una Sua eventuale adesione all'incontro, che si svolgerà a Palazzo Clerici (Via Clerici, 5 - Milano), cogliamo l'occasione per porgere distinti saluti.

La Segreteria Organizzativa
(02 86 93 053 - ispi.eventi@ispionline.it - www.ispionline.it)

domenica 9 dicembre 2007

Triennale – Il nuovo museo del Design

di Giusi Binetti


Giovedì 6 dicembre, vigilia della festa di Sant’Ambrogio, Milano si è fatta un regalo tra i piu’ attesi e graditi: il museo del Design.

Se ne parlava da anni e da quel lontano 1933, anno della realizzazione del Palazzo della Triennale ad opera dell’ architetto Giovanni Muzio, che trasferiva da Monza la prima Biennale delle Arti Decorative inaugurata dieci anni prima, dopo 74 anni finalmente si compie l’opera.

Il Design non è nato in Italia nel Novecento, ma ai tempi dell’antica Roma, come insieme di processi creativi di oggetti e manufatti che testimoniano, interpretano e, spesso, preconizzano i comportamenti quotidiani dei consumatori attraverso l’uso e l’abitudine all’uso degli stessi.

Sembrerebbe una contraddizione il creare un museo di testimonianze che appaiono effimere perché nate in un momento preciso a interpretazione di istanze legate in modo imprescindibile ai bisogni e agli stili di vita frutto di un determinato momento storico.

Invece, poiché tali oggetti hanno a loro volta influenzato in modo irreversibile i gusti ed i comportamenti successivi, ecco che era indispensabile dare testimonianza del valore assoluto che tali manufatti hanno rappresentato via via negli anni.

E la sfida di un museo come quello del Design sarà quella di suggellare con le giuste scelte espositive il successo di determinati oggetti, ma anche, e soprattutto, di riconoscere nel nuovo e nell’inedito, a livello quasi di prototipo, il seme della genialità interpretativa della tendenza, il prefigurarsi in nuce di risposte a bisogni abitativi e di utilizzo futuri.

Un museo in movimento, quindi, capace di testimoniare il valore della creatività, frutto del lavoro intellettuale e culturale, ma anche il valore intrinseco della realizzazione, artigianale o industriale, che si cela in ciascuno degli oggetti che ci circondano.

E quindi etico : per coloro che lo visiteranno sarà stimolo creativo e insieme riflessivo perchè riporterà all' "homo faber".

lunedì 22 ottobre 2007

Il sogno verde dell'Expo: ecco la Milano del 2015

di Francesco G. Vicario

Una grande occasione per Milano. Ma non solo: un catalizzatore di progresso, cultura e trasformazione. Maurizio Giannattasio ci spiega perchè la sfida sull' Expo può essere vinta da Milano, cosa significhi per la città ospitare un evento che attira 29 milioni di persone in sei mesi di esposizioni e quanto sia preziosa l'eredità dell' Expo in termini di infrastrutture e servizi per i cittadini.

Gli U.S.A. probabilmente tiferanno per l'elezione di Smirne, altra potenziale candidata al vaglio degli ispettori del Bie ( Boureau International des Expositions), per una serie di delicati calcoli di politica internazionale: sul piatto spiccano la questione armena e le incursioni turche in Iraq.

Di certo in casa nostra c'è tanta determinazione nel vincere questa scommessa. Moratti sa cosa significhi per un sindaco garantire 70.000 posti di lavoro in cinque anni per la realizzazione dell'evento. Sono cose che la cittadinanza non dimentica, un asso di denari da giocare sul filo del rasoio.

Per saperne di più su Expo 2015 :http://www.milanoexpo-2015.com/

Intervista a Letizia Moratti sul Corriere del 22/10/2007: http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/10_Ottobre/22/moratti_gioco_squadra.shtml