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giovedì 21 febbraio 2008

Rassegna video/ Paola Cortellesi e il virus della laicità

A volte la televisione riesce ancora a regalare spunti di riflessione, magari in punta di sorriso.
Durante la trasmissione "Parla con me" Paola Cortellesi ha dato vita a questa "pubblicità progresso":



«Un nuovo invisibile flagello: la laicità sta crescendo perché si trasmette attraverso idee, concetti, punti di vista, rapporti sociali non protetti con persone già laiche. Pensiamoci, prima di avere conversazioni occasionali con chi ha convinzioni diverse dalle nostre. E comunque, in quel caso, usiamo sempre l'intolleranza per ridurre il rischio».



Articolo di Alessandra Comazzi su La Stampa
:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=94&ID_articolo=232&ID_sezione=&sezione=Cose%20di%20Tele

domenica 17 febbraio 2008

Bush in Africa combatte l'Aids, con l'astinenza

di Virginia Fiume, da Milano

E' iniziato ieri il viaggio di Bush in Africa: attraverserà Benin, Tanzania, Ruanda, Ghana e Liberia.
La motivazione ufficiale del viaggio è la "guerra alla malaria, alla tubercolosi e all'aids".
Ma verificando la situazione politica dei paesi oggetto della visita del presidente americano si nota come l'interesse che ha spinto il viaggio possa difficilmente essere considerato esclusivamente di tipo sanitario- filantropico. Alcuni esempi: il Ghana, indipendente dal 1957, con un sistema multipartitico dagli anni '90, è il secondo produttore al mondo di cacao e il secondo paese d'Africa per quanto riguarda l'estrazione d'oro. La Liberia, uscita da 14 anni di guerra civile con 200.000 morti, prima della guerra ospitava una base della CIA e oggi, attraverso la sua presidente Ellen Johnson Sirleaf, si dichiara disponibile ad ospitare il quartier generale del comando militare statunitense Africom. Quartier generale che invece non viene visto di buon occhio dal Governo del Sud Africa e dalla Nigeria, uno dei principali partner commerciali degli Stati Uniti in Africa, nonchè artefice di una forte rinascita sul mercato mondiale come paese fornitore di energia.
Ma lasciando momentaneamente da parte le questioni di geopolitica del continente africano, questioni che potrebbero prestare il fianco ad accuse di una lettura dietrologica, è interessante vedere quale proposta il Governo americano porta avanti per la lotta all'Aids.
Bush sta chiedendo al Congresso di stanziare 30 miliardi di dollari per la lotta all'Aids. Denaro che verrà suddiviso in progetti di prevenzione e in distribuzione di farmaci antiretrovirali, alla base delle cure della Sindrome da Immunodeficienza Acquisita.
Il vecchio finanziamento era consistito in 15 miliardi di dollari, di cui un terzo investito per promuovere l'astinenza come metodo di prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili, prima tra tutte l'aids.
Secondo i dati dell'Onu sono 33 milioni gli ammalati di Aids, di cui 1,7 solo nel 2007.
I Democratici americani accusano il programma di essere troppo ispirato al modello "cristiano evangelico" con la sua promozione dell'astinenza e della fedeltà, ponendo l'uso dei contraccettivi solo al 3° posto della strategia prevista.
La replica è che "le chiese sono il principale luogo di raduno e quindi il veicolo più rapido per l'informazione".
Se è davvero così allora perchè non sfruttare questa enorme possibilità di comunicazione per diffondere la cultura della contraccezione?
Forse tutto si ricollega al viaggio che Benedetto XVI intraprenderà il 16 aprile per recarsi alla Casa Bianca?
Forse perchè dipingere gli africani come selvaggi promiscui da salvare ed educare all'astinenza e al moralismo fa incamerare più denaro alle grandi industrie farmaceutiche che vendono i famosi antiretrovirali?
Forse la sindrome da immunodeficienza è collegata anche al fatto che il 52 % degli abitanti del continente non ha a disposizione l'acqua potabile e il 62% non può accedere alle cure adeguate ai problemi di malnutrizione e misere condizioni di vita.
Forse quando si incontrano moralismi ed educazione si generano più mostri che con investimenti e aiuti mirati alla crescita.

C'era un antico motto che diceva:
"non regalare un pesce a un uomo che ti tende la mano,
insegnagli a pescare".
Col preservativo possibilmente.





Un quadro della situazione politica dei paesi oggetto della visita di Bush
qui

Presentazione di una teoria che riconsidera il fenomeno dell'aids in Africa.
Alcunio studiosi sostengono che non ci sia un legame diretto tra virus dell'HIV e sindrome da immunodeficienza
qui

giovedì 14 febbraio 2008

Oggi pomeriggio Milano sarà sveglissima

Domenica vi avevamo parlato del Convegno Donne, innovazione e crescita a Catania.

http://www.radioradicale.it/scheda/246965/donne-innovazione-e-crescita-lavoro-femminile-e-welfare-una-necessita-per-competere-in-europa






Oggi, giovedì 14 febbraio, il consiglio comunale di Milano discuterà la mozione relativa all'istituzione del registro comunale delle unioni civili.

I radicali dell'associazione "Enzo Tortora" - Radicali Milano organizzeranno a partire dalle ore 16:00 un presidio di fronte a Palazzo Marino, sede del Comune, per esprimere il loro sostegno alla mozione.


Valerio Federico, segretario dell'associazione, invita tutti coloro che hanno a cuore la laicità delle istituzioni e la libertà dei cittadini a partecipare al presidio: «Anche solo per qualche minuto, per dimostrare che Milano non è solo quella chiusa sulle posizioni conservatrici e retrograde della Moratti e di Formigoni, ma anche un'altra città, aperta ai cambiamenti della società e al riconoscimento dei diritti individuali di tutti i cittadini, omosessuali ed eterosessuali senza discriminazioni. Facciamo sentire, dalla piazza, la nostra voce al consiglio comunale».

alle 17.30 le donne di Usciamo Dal Silenzio

COMUNICATO STAMPA

194: PRESIDIO DOMANI IN PIAZZA SAN BABILA ALLE 17,30

La vicenda di Napoli e' inquallificabile da ogni punto di vista, e' un atto vigliacco e intimidatorio:
-calpesta la dignita' delle donne, di tutte le donne, in un momento particolare di grande solitudine e sofferenza.
-l'irruzione gratuita delle forze dell'ordine offende anche la professionalita' dei medici che avevano unicamente applicato la legge.
-la stessa modalita' adottata sulla base di una pura denuncia anonima, esprime violenza, ottusita', prevaricazione.
Nell'esprimere solidarieta' alla donna di Napoli che ha subito questa grave prevaricazione, denunciamo con forza questi atti. Viglileremo, soprattutto in Lombardia, affinche' la 194 sia applicata alla luce del dettato costituzionale, impiegando tutti gli strumenti possibili, anche legali, perche' sia garantita l'autodeterminazione delle donne.
Invitiamo donne e uomini a manifestare la propria indignazione domani, GIOVEDI' 14 FEBBRAIO, alle ore 17,30 con un PRESIDIO IN PIAZZA SAN BABILA.

Rete regionale lombarda "194 ragioni"

E l'UDI alle 18.00 sotto alla Clinica Mangiagalli

Aborto. La polizia irrompe al Policlinico di Napoli

L'Udi denuncia: "clima di intimidazione"

di Anna Maria Bruni



"Nel reparto di interruzioni volontarie di gravidanza, nella serata

dell'11

febbraio, alcuni agenti del Commissariato Arenella hanno fatto irruzione,

senza alcun mandato, motivando di aver notizia di reato di 'feticidio'".

"Si

trattava, invece, di un aborto terapeutico alla quarta settimana,

regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della

donna che ha subìto l'intervento, e che ha espulso, peraltro, un feto

morto".

Questo l'inizio del comunicato con cui l'Udi, l'Unione delle donne

italiane,

ha denunciato l'incredibile intimidazione avvenuta ai danni di una donna

ricoverata al Policlinico di Napoli, nella serata di lunedì.



I medici, continua il comunicato, "di fronte ad un inedito agire della

forza

pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro

del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della

paziente". Inoltre, fanno sapere dall'Udi, "gli agenti hanno intimidito

la

vicina di letto della donna esortandola a testimoniare in quel momento,

altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice".

L'associazione, pertanto, denuncia "il clima che sta montando contro le

donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera

procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni

buon

senso. La libertà femminile - prosegue la nota - ha reso inevitabile

l'agonia del patriarcato che, ottenebrato, mostra la sua faccia feroce,

contrapponendosi alle donne con l'intimidazione".



Il direttore generale del Policlinico, Giovanni Canfora, ha avviato

un'indagine conoscitiva interna. Il primario del reparto e direttore del

Dipartimento di Ostetricia, prof. Carmine Nappi, ha consegnato alla

direzione una relazione sulle modalità di svolgimento dell'aborto. "Si è

trattato di un aborto praticato nel secondo trimestre, alla ventunesima

settimana di gravidanza, che è previsto dall'articolo 6 della legge

194/78,

eseguito con un' iniezione di prostaglandine", ha detto il professor

Nappi.

"Il feto presentava un' alterazione cromosomica. Se la gravidanza fosse

stata portata a termine ci sarebbe stato il 40% di possibilità di un

deficit

mentale. La donna ha presentato un certificato psichiatrico della stessa

struttura universitaria sul rischio di 'grave danno alla salute psichica',

che ha autorizzato l'intervento". La donna che ha dovuto interrompere la

gravidanza è stata poi dimessa lunedì mattina.



Il professor Nappi ha poi precisato di essere un obiettore di coscienza, e

che "nel nostro reparto siamo rigorosi nel rispetto della normativa".

Un caso esemplare di attuazione dello spirito che ha animato la 194:

libertà, regolamentata, per l'interruzione di gravidanza e libertà per i

medici obiettori di seguire la loro coscienza, fatti salvi i casi di grave

rischio per la salute della donna e del bambino. La libertà di allora ha

consentito uno spazio di condivisione nel rispetto delle diverse posizioni,

il fondamentalismo attuale prevede la libertà solo per una parte, quella

del

potere, della Chiesa, e dei suoi servi, laici o cattolici che siano, che si

realizza solo nella repressione della libertà civile.

lunedì 21 gennaio 2008

CENSURA E TELEVISIONE: IL CATTOLICESIMO IN TELEVISIONE



di Virginia Fiume da Milano

"No Vatican No Taliban". Un cartello attaccato al collo per ogni militante radicale nella piazza adiacente a Piazza San Pietro sabato pomeriggio.
L'obiettivo della conferenza stampa, indetta dai Radicali, viene definito da Emma Bonino "Informare e confermare che non vi è nessuna censura per quanto riguarda la presenza del papa nelle case di milioni di cittadini".
Il Ministro per le politiche comunitarie e per il commercio internazionale e Marco Pannella snocciolano i dati dettagliati del Centro d'Ascolto Radiotelevisivo sulle presenze del papa in Vaticano. Considerando Papa, Presidente del Consiglio e Presidente della Repubblica il Tg1 ha dedicato il 30% del tempo dedicato alla politica al Vaticano, il 20% alla presidenza del Consiglio e il 15 % al Presidente della Repubblica. In tutto il 2007 il TG1 ha dedicato al Papa 26 ore e 35 minuti, il TG2 20 ore e 28 minuti e il TG3 15 ore e 47 minuti.
Pannella rincara la dose: nell'anno 2007 per 275 giorni esponenti della Chiesa Cattolica hanno avuto spazio voce, o dichiarazioni commentate dai telegiornali Rai.
206 giorni nelle edizioni del pranzo, 227 giorni nelle edizioni serali, 158 giorni sia a pranzo che a cena.
Su un totale di 7 confessioni religiose, una media del 97% degli spazi disponibili è dedicata alle voci Vaticane. "Come se non esistessero voci, anche interne, di dissenso" sottolinea Pannella.
Emma Bonino ribadisce la sua posizione e il motivo della conferenza stampa: "Nessuno ha impedito al Papa di parlare. Ha valutato lui più opportuno non andare. Non c' nessuna censura verso il Vaticano. Chi non ha parola sono i laici, denigrati come laicisti. E' preoccupante quando si vuole imporre una morale a senso unico, quando tutte le altre confessioni hanno denunciato all'autorità per le garanzie di non avere spazio, con un 97% solo per il Vaticano. Noi crediamo nella libertà religiosa, nella libertà del dissenso, nella libertà dei non credenti e dei diversamente credenti".
Di fronte agli stessi dati mercoledì scorso Bruno Vespa, durante una puntata di Porta a Porta, rideva incredulo, con un pizzico di sarcasmo nei confronti di Pannella.
Sarcasmo rintuzzato dalle parole di Mons. Fisichella "Noi non dobbiamo fare gli scioperi della fame per andare in televisione".
E' proprio vero.
Che poi lo sciopero della fame abbia un altro significato, questa è un'altra storia.




PER APPROFONDIRE:
la conferenza stampa: http://www.radioradicale.it/scheda/245108/illustrazione-dei-dati-del-centro-dascolto-radiotelevisivo-sulla-presenza-del-papa-e-del-vaticano-nei-tg

i dati completi: http://www.radioradicale.it/il-papa-in-tv-i-dati

La puntata di Porta a Porta dopo la decisione del Papa di non andare alla Sapienza
http://www.centrodiascolto.it/videopress/login.php?id=34700&path=131,135,135&idcat=135

(si tratta di un sito per cui occorre registrarsi ma ne vale la pena perchè permette di guardare e riguardare le puntate delle principali trasmissioni televisive di approfondimento, inchiesta e dibattito...)

giovedì 17 gennaio 2008

Un bel no "papale papale"

di Bruno Bonsignore


Il Rettore della più grande -apprendo- università d'Europa invita il Pontefice all'inaugurazione dell'Anno accademico che ha come tema centrale la pena di morte, sul quale c'é piena convergenza tra due Stati sovrani, l'Italia e la Città del Vaticano. Ma il professore emerito Asor Rosa diserterà la cerimonia perché " non si può prescindere da un magistero pontificio fortemente connotato da posizioni conservatrici e reazionarie...". Il professore emerito dice insomma che chi non é progessista e di sinistra non ha diritto di ingresso nella "sua" università, e una settantina di suoi colleghi condividono e firmano l'appello per fare annullare il vergognoso incontro di giovedì.
Se tanta parte della faculty non si rende conto che il diritto di opinione, e di parola, sta alla base della libertà individuale, cioé di ogni singolo Individuo, mi chiedo dove sta la Sapienza della loro università ma mi solleva l'idea che i loro insegnamenti restino ben chiusi nelle rispettive aule.
E mi rallegro della decisione di Benedetto XVI che, verificata ancora una volta la miserevole apertura mentale di chi si autoproclama difensore della laicità nazionale, ha annullato sua sponte la visita.
Lasciando la Sapienza a tali sapienti.
Grazie Santità.