mercoledì 11 giugno 2008

Open Roads. New Italian Cinema. Intervista a Fabrizio Gifuni.

di Elena Maria Manzini da New York

Fabrizio Gifuni e’ interprete di tre film proiettati nella rassegna Open Roads: “La ragazza del lago”, “La signorina Effe” e “Il dolce e l’amaro”. Oltre che per il suo lavoro di attore teatrale e cinematografico, il pubblico italiano l’ha potuto apprezzare nel film televisivo, “La meglio gioventu’” e nel ruolo di Alcide De Gasperi nella riuscita fiction diretta da Liliana Cavani per Rai Uno

EMM. Fabrizio, gli spettatori americani grazie a questa rassegna ti potranno vedere all’opera in ben tre film. Ti piacerebbe lavorare negli Stati Uniti?

FG. Si’, ma non e’ una cosa a cui penso costantemente perche' il cinema americano come entita’ astratta ci dice poco. Piu' che altro, visto che il cinema e’ fatto di persone in carne ed ossa, ci sono degli artisti che hanno messo in campo un cinema molto interessante con cui mi piacerebbe collaborare: Sean Penn, sia come regista che come attore, o Tim Robbins.

EEM. E fra le interpreti femminili americane?
FG. Ho avuto una parentesi su un set americano, Hannibal di Ridley Scott per qualche giorno in Italia e qualche giorno in America, il mio rammarico e’ di non aver lavorato con la protagonista femminile del film Julianne Moore, secondo me e’ un’attrice straordinaria.

EEM. Progetti futuri?
FG. Un progetto gia’ realizzato e’ il film di Edoardo Winspeare “I galantuomini” con Angela Finocchiaro che abbiamo finito di girare ormai diversi mesi fa. Aspettiamo solo il periodo d’uscita. Devo dire che ho una discreta aspettativa sul risultato perche’ e’ uno dei ruoli piu’ belli e impegnativi che abbia interpretato.
Ho anche in cantiere tre progetti teatrali. Prima di tutto uno spettacolo sulle lettere di Mozart con Sonia Bergamasco e quattro jazzisti che riprendiamo questa estate e il prossimo inverno, poi un progetto su Cesare Pavese e uno su Dante.

EEM. Quanto e’ difficile affermarsi in Italia come attore?
FG. Non lo so. Piu’ che altro e’ sempre piu’ difficile lavorare bene, e non solo in Italia. Per affermarsi entrano in campo fattori di pura casualita’, e’ anche il fascino di questo lavoro, l’importante e’ prepararsi artisticamente, seguire un proprio percorso interno e farsi trovare pronti quando arriva l’affermazione.

EEM. Che cosa hai intenzione di fare in questi giorni a New York?
FG. Jet leg a parte....Sono stato a New York 25 anni fa e non mi ricordavo nulla. Questa mattina ho fatto una lunga passeggiata e ho visitato Ground Zero, e’ uno scenario molto inquietante anche se lo stanno ricostruendo.

martedì 10 giugno 2008

Open Roads. New Italian Cinema. Biutiful Cauntri.

di Elena Maria Manzini da New York

Cari lettori Rosa Shokking,
ieri sera all’interno della rassegna Open Roads. New Italian Cinema si e’ tenuta una discussione sul film documentario “Biutiful Cauntri” diretto da Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Beppe Ruggiero. Il film racconta visivamente e attraverso la testimonianza di agricoltori e addetti ai lavori la drammatica situazione delle discariche abusive in Campania e mostra chiaramente lo stato di frustrazione e delusione dei confronti delle istituzioni in cui vivono gli abitanti delle zone colpite. Era presente alla discussione la regista Esmeralda Calabria.

Presentatrice. Lei lavora come montatrice e questo e’ il suo primo film. Cosa l’ha spinta a realizzare questo documentario?

Esmeralda Calabria. Non ho mai pensato veramente di fare la regista, questo film e’ nato da un bisogno mio e degli altri registi di capire come si vivesse in Italia. La regione Campania e’ rappresentativa dal punto di vista visivo, perche’ e’ il luogo dove l’impatto oramai e’ cosi’ forte che e’ impossibile non notarlo. Percio’ ci sembrava il luogo migliore per raccontare attraverso le immagini la posizione in cui si trova il nostro paese.
La mia impressione personale e’ che da 10 anni non si parlasse piu’ di criminalita’ organizzata, poi ad un certo momento ci siamo trovati con i rifiuti per strada e sembrava che tutto fosse successo all’improvviso. E noi abbiamo cercato di capirne le ragioni.
La cosa che mi ha colpito di piu’ durante la lavorazione e’ che in Italia c’e’ il grosso problema della corruzione e della collusione. L’Italia e’ un paese cosi’ corrotto che sembra quasi impossibile trovare un modo per risolvere la situazione.

P. E’ solo una questione di corruzione? Come possono risolvere il problema? Non si tratta solo di spazzatura, nel suo film lei parla anche di rifiuti tossici.

E.C. Sicuramente ci sono persone piu’ esperte di me sulla questione perche’ e’ il loro mestiere, ma quello che ho capito in questo anno di lavoro e’ che c’e’ una grossa difficolta’ a capire la differenza tra legalita’ e illegalita’. Prima di tutto, i rifiuti per strada sono il risultato di un cattivo funzionamento a livello istituzionale: gli impianti di smaltimento sono stati affidati ad una ditta, la Impregilio del gruppo Fiat, che li ha costruiti male. Quindi ora non si sa dove smaltire i rifiuti, perche’ gli impianti si sono subito rotti e non sono per nulla adeguati. Se si assegna un appalto ad una societa’ che ha presentato progetti vecchi e inefficenti, si capisce che sotto c’e’ un disinteresse che ci sia un ciclo dei rifiuti che termini in maniera regolare.
Per quanto riguarda i rifiuti tossici c’e’ un meccanismo abbastanza preciso. Di solito partono dal Nord Italia dove ci sono le industrie che producono rifiuti pericolosi che hanno un costo di smaltimento molto elevato. Da subito entrano in campo degli intermediari, persone e societa’ commerciali (per questo si chiama anche criminalita’ dei colletti bianchi), che procurano alle industrie del nord il contatto per lo smaltimento dei rifiuti in regioni che lo fanno in maniera illegale e costi bassissimi.
A questo momento comincia la collusione e intrevengono persone, chimici o addetti ai controlli, che falsificano le analisi. Si possono seguire due strade: 1) i rifiuti tossici vengono direttamente classificati come normali e vengono scaricati in discariche illegali o addirittura in discariche legali, oppure 2) partono etichettati come tossici e attraversando discariche in diverse regioni italiane, si finge che vengano separati e trasformati in rifiuri normali, quando in realta’ vengono solo falsificati i certificati, e vengono scaricati in Campania o Puglia.

Domanda del pubblico. La situazione e’ cominciata a degenerare dal ’94 quando Berlusconi e’ stato eletto. C’e’ una connessione simbolica tra la presenza di Berlusconi al governo e il peggioramento della situazione?

Quando e’ andato al goveno Berlusconi la regione Campania aveva un governatore del centro sinistra. E’ difficile capire se il problema nasca dal governo Berlusconi, si puo’ evidenziare che lui ha portato con se’ persone poco affidabili e considerando che la Campania e’ gia’ una regione a rischio, perche’ c’e’ una criminalita’ organizzata molto forte, inserire persone poco raccomandabili non ha fatto altro che aumentre la tolleranza su quello che stava accandendo. Comunque non c’e’ differenza tra il governo Berlusconi o quello precedente o successivo, nessuno a fatto la minima cosa per affrontare il problema.

lunedì 9 giugno 2008

Open Roads. New Italian Cinema. Intervista a Gianni Zanasi.

di Elena Maria Manzini da New York

Gianni Zanasi e’ il regista del film “Non pensarci”, recentemente distribuito nelle sale italiane e interpretato da Valerio Mastrandrea, Anita Caprioli e Giuseppe Battiston. Il film narra le vicende di un musicista piu’ che trentenne (Mastrandrea) che trovandosi ad un punto morto nella sua vita professionale e personale decide di tornare a casa dai genitori per un breve periodo. Scoprira’ che nulla puo’ essere dato per scontato.

EMM. Questa manifestazione e’ una vetrina importante per il tuo lavoro. Ti piacerebbe lavorare negli Stati Uniti?
GZ. Si’, ma non so quanto piacerebbe agli Stati Uniti.... E’ come per un giocatore di calcio africano venire a giocare in Italia, una cosa simile prova un regista italiano che viene in America. In piu’ io e altri registi italiani siamo portatori di una cultura mediterranea e abbiamo un modo di lavorare che a volte esce dagli schemi: il primo impatto sarebbe strano.

EMM. Pero’ allo stesso tempo e’ interessante mischiare la cultura italiana con la forza dell’industria cinematografica americana...
GZ. E’ vero, e’ importante nell’arte del cinema inserire il business e l’industria altrimenti non puo’ funzionare. Tra i motivi per cui il cinema americano mi attrae ci sono anche la forza, la professionalita’ e la dinamicita’ della sua industria.

EMM. Chi sono gli attori americani che ti piacerebbe dirigere?
GZ. Al Pacino. Penso che piu’ che altro starei a guardarlo e prenderei appunti. Ecco non vorrei dirigere Al Pacino, ma solo prendere appunti mentre recita!

EMM. Cosa c’e’ di autobiografico nel tuo film “Non pensarci”?
GZ. Prima di tutto vengo da Vignola che e’ il paese delle ciliege e mi sono trasferito a Roma per fare l’artista. Quella dell’artista e’ una carriera dinamica, a volte sei sotto e a volte sei sopra, il mio protagonista e’ in un momento in cui e’ decisamente sotto e so cosa vuol dire. Piu’ che altro pero' mi ha divertito prendere spunto dalle vicende personali per creare immediatamente dei personaggi che sono piu’ interessanti e piu’ eccitanti di me. I miei personaggi sono fuori di me e quando li racconto, e’ come salire su un treno, comincio un viaggio.

EMM. Valerio Mastrandrea e’ perfetto nel ruolo di Stefano. Avete pensato a lui dal principio?
GZ. No, abbiamo fatto dei provini e quando Valerio si e’ presentato per la parte ho capito che lui era Stefano. Al provino ha portato una sua interpretazione del personaggio che era molto vicina a quella che avevo in mente io mentre scrivevo. Per cui quando abbiamo lavorato insieme e’ stato come continuare a scrivere il film insieme.

EMM. Mi puoi parlare della musica che accompagna le immagini del film. Come l’hai scelta?
GZ. Sembra strana perche’ se la stendi su un foglio assomiglia ad una specie di frittura mista: buona, ma un po’ confusa. Vedendo il film, pero’ tutto avviene con grande naturalezza. Ho scelto le musiche con la montatrice, Rita Rognoni, senza seguire degli schemi logici. Se avessi seguito degli schemi logici avrei messo una musica punk non mi sarebbe mai venuto in mente di mettere la Traviata di Verdi, invece ho seguito un andamento piu’ legato al sentimeno del film senza darmi delle regole preconcette, con liberta’ mentale. Questo modo di procedere ha riempito il film di un moto di sorpresa che non e’ destabilizzante, ma che diventa comunicativa.

EMM. Cosa significa per te il titolo del film “Non pensarci”?
GZ. Non significa “fregarsene” e prendere le cose con superficialita’. Quello che succede al protagonista del film e’ l’opposto, scopre che crescendo si vivono delle disillusioni, ma non e’ un percorso depressivo e’ la scoperta delle variabili della vita. Puo’ causare disagio e dolore, ma allo stesso momento e’ estremamente eccitante perche’ la vita e’ qualcosa che si trasforma. “Non pensarci” e’ un consiglio detto sottovoce: anche se accadono cose che non ti aspettavi, non pensarci, vai avanti perche’ la vita e’ una figata.

EMM. Nel tuo film dimostri che la famiglia italiana anche se ha a che fare con le sfide della vita moderna, il fallimento, la separazione, un figlio con un lavoro atipico, un figlia che puo’ essere gay, e’ sempre il centro a cui ci si rivolge quando si hanno dei problemi.
GZ. La famiglia e’ sempre un centro di gravitazione. Si deve stare attenti pero’, come accade per i pianeti se un pianeta si avvicina troppo viene assorbito. L’importante e’ riuscire a trovare una propria traiettoria senza perdere il centro. Quando trovi una tua traiettoria e rimani nel campo di gravitazione che e’ la tua famiglia allora puoi dire di avere una famiglia, altrimenti vieni inghiottito dalla famiglia.

EMM. Cosa visiterai a New York?
GZ. Non voglio visitare le zone tipiche. Voglio andare a vedere Brooklyn, il Bronx, ma anche fare un giro in carrozza a Central Park.

sabato 7 giugno 2008

Open Roads. New Italian Cinema. Serata di apertura.

di Elena Maria Manzini da New York

Miei cari lettori Rosa Shokking,
vi mancavo vero? Lo so che vi stavate chiedendo: cosa sta facendo Elena dall’altra parte dell’oceano, perche’ non si fa sentire? Aspettavo solo l’occasione giusta. E l’ho trovata: la rassegna cinematografica “Open Roads. New Italian Cinema”.
Per l’ottavo anno consecutivo, infatti, New York apre le porte al cinema italiano. Il centro culturale piu’ importante della Grande Mela, il Lincoln Center, ospita per una settimana una rassegna che raccoglie film italiani di recente produzione che si sono distinti per aver portato innovazione ed per aver esplorato nuovi generi narrativi.
In questi 8 anni sono stati proiettati piu’ di 150 film italiani, tutti con una grandissimo riscontro di pubblico. Orgogliosi di presentare le propri opere sono venuti a farsi conoscere al pubblico newyorkese alcuni dei nostri piu’ promettenti e affermati registi e attori che ho avuto la grande opportunita’ di intervistare. Quindi “stay tuned” perche’ presto arriveranno le interviste a Fabrizio Gifuni, Jasmine Trinca, Gianni Zanasi (regista di “Non pensarci”), Davide Marengo (regista di “Notturno Bus”), Ferzan Ozpetek, Silvio Soldini e Andrea Molaioli (regista di “La ragazza del lago”). A lato della rassegna saranno messe in mostra le foto di scena che hanno partecipato al concorso CliCiak: Photos from Italian Cinema.

La manifestazione si e’ aperta ieri sera al Walter Reade Theater con una festa per la proiezione del film di Silvio Soldini “Giorni e nuvole”. Il regista ha comunicato agli spettatori che il film verra’ distribuito negli Stati Uniti a partire dall’11 di luglio. Un grandissimo riconoscimento che aveva gia’ ottenuto nel 2001 con “Pane e Tulipani” soprattutto se si considera che solo una bassissima percentuale dei film in circolazione negli Stati Uniti sono di produzione straniera. I film in cartellone sono 13 e i biglietti per molte proiezioni sono gia’ completamente esauriti. Dimostrazione che i newyorkesi sono innamorati del cinema italiano e vogliono scoprire nuovi autori e nuove storie. I registi che hanno accompagnato i loro film mi hanno tutti confessato che non vedono l’ora di entrare di nascosto al cinema e spiare la reazione del pubblico americano nei confronti del proprio film. Ma considerando che staranno nella grande mela solo qualche giorno hanno anche l'intenzione di buttarsi a capofitto nella frenesia della citta’ che non dorme mai e, chi lo sa, magari avranno l’ispirazione per il prossimo film!!

My dear Rosa Shokking people,
here I am again, in New York attending a film festival! The Film Society of Lincoln center for the eighth year in a row hosts “Open Roads. New Italian Cinema”. A series of screenings of recent Italian movies that have “broken away from old models and genres” and have shown a spirit of independence. Many acclaimed and promising Italian directors have come to town to present their movies and I had the great opportunity to meet few of them, so stay tuned to listen to their interviews.
The festival opened yesterday night with a reception for the screening of the movie “Days and Clouds” directed by Silvio Soldini. The director himself communicated to the audience that the film will open in the United States on the 11th of July.
It is a tremendous feat that this is Soldini’s second film premiering in the US (the first was Bread & Tulips) given that a very low percentage of foreign movies get distribution in the States. Many of the Open Roads’ screenings are already sold out, showing the great interest New York viewers have for Italian movies. All the directors I met actually told me that they can’t wait to spy on the American audience watching their movies and analyze its reaction. Of course they also can’t wait to visit the city that never sleeps and who knows, maybe they’ll have the inspiration for their next movie!!

Eventi/ Giorni GLBT a Milano...ma perchè non aprirli agli E?

Alle ore 17.00 Christopher Street Parade (altresì detto Gay Pride): da Corso Venezia, fino a Piazza Castello. In silenzio il passaggio in piazza Duomo, visto che certi diritti si preferisce tenerli sotto silenzio.

Alle 20.30, nel corso del 22°Festival gaylesbico
qui il programma del Festival, che si conclude martedì: http://www.cinemagaylesbico.it/2008/programma.php


Finn's girl




di Dominique Cardona e Laurie Colbert
Canada 2007, 88'


Finn fa la dottoressa in una clinica di Toronto dove si praticano aborti. Per questo motivo, oltre a dover superare ogni giorno i picchetti delle associazioni pro-life per recarsi al lavoro, riceve lettere di minaccia a casa. Una casa in cui, dopo la recente morte della sua compagna, Finn vive con Zelly, la loro figlia undicenne. Zelly ha bisogno dell’attenzione di Finn e la cerca mettendosi spesso in situazioni pericolose mentre Finn, non sapendo come gestire il nuovo stato delle cose, si butta sempre più nel lavoro. E cosa succede se la poliziotta incaricata di proteggere l’incolumità della dottoressa ne è sempre più attratta? Un thriller che tra false piste e colpi di scena estremi fornisce un ritratto credibile della rabbia pre-adolescenziale e pone questioni serie sulla genitorialità lesbica. Presentato in tutti i più importanti festival a tematica femminile e omosessuale tra cui San Francisco, Londra, Los Angeles e Créteil.

giovedì 5 giugno 2008

Oggi convegno: Uguaglianza e merito per la crescita economica e sociale

ORGANIZZATO DA DONNE@MANAGERITALIA

Uguaglianza e merito per la crescita economica e sociale
Come gestire e valorizzare le diversità in azienda e nella società


5 Giugno 2008, Milano - Hotel Gallia , piazza Duca D’Aosta (mappa)

9.00
Registrazione partecipanti

9.30
Saluto del Presidente Manageritalia Milano Dr. Giuseppe Truglia
Introduzione Vice Presidente Manageritalia Milano Dr.ssa Marisa Montegiove

9.45
Il contributo del lavoro femminile alla crescita economica Dr.ssa Roberta Zizza, Economista Servizio Studi Banca D’Italia

10.15
Video intervista Prof. Maurizio Ferrera autore del libro “Il fattore D”

10.45
Conoscenza ed applicazione delle leggi sulle pari opportunità in azienda Prof. Mario D’Ambrosio, Presidente Associazione Italiana per la Direzione del Personale

11.10
Coffee break

Retribuzioni e organizzazione del lavoro: dalla discriminazione alla valorizzazione - Dr. Renato Dorrucci, Principal Business Human Capital Mercer

11.50
Best practice: esperienze di successo
Paola Artioli, Direttore Amministrativo ASO SIDERURGICA Srl, referente AIB Femminile Plurale
Michele Riccardi, HR Manager ACCOR SERVICES
Elena Alemanno, Store Manager IKEA

12.30
Votazione live da parte dei partecipanti di proposte concrete da portare ai governanti

13.00
Light lunch

E’ previsto l’intervento del Ministro alle Pari Opportunità On.le Mara Carfagna

Per maggiori info cliccate qui, per iscrivervi (gratuitamente), qui.

mercoledì 4 giugno 2008

Prostituzione, in Italia un business da 90 milioni di euro al mese

tratto da www.ildue.it

La legge Merlin del ‘58, a detta di molti, a così lunga distanza dalla sua approvazione, non è idonea a gestire il fenomeno della prostituzione in Italia che, di fatto, rimane una realtà presente e costante di fronte alla quale è difficile chiudere gli occhi.
Prima dell’entrata in vigore della legge del ‘58 la prostituzione all’aperto era molto poco diffusa, mentre come ha riferito Pia Covre, esponente di punta del Movimento per i diritti delle prostitute, oggi in Italia si calcola che le lucciole in strada siano circa 50.000, aumentate in maniera esponenziale negli ultimi decenni complice l’aumento dell’immigrazione clandestina.
Secondo invece le stime del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, vi sono tra le 15.000 e le 18.000 donne coinvolte nella prostituzione. Il 65% lavora in strada, il 35% in albergo o in appartamento. Il 20% è minorenne. Tra le 15.000 e le 25.000 sono le prostitute straniere. Soprattutto nigeriane, ma anche albanesi, polacche e bielorusse.
Il 10% del totale è vittima del racket e costretto al mestiere sulla strada a seguito di minacce dirette, anche, a parenti o figli rimasti in patria.
Da 5.000 a 7.000 euro: tanto rende al mese una prostituta al suo sfruttatore.
Diciassette: le prostitute uccise in strada nel 2000. Un dato drammaticamente stabile negli anni. Tra il 10 e il 30% del totale i transessuali che si prostituiscono.
Sette le regioni con la maggiore presenza di prostitute di strada: Lazio, Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Abruzzo.
Nove milioni: il numero dei clientiche si rivolgono al sesso a pagamento.
Circa 90 milioni di euro, il giro d’affari mensile della prostituzione in Italia. L’80% dei clienti chiede alle prostitute di non usare il preservativo.