Visualizzazione post con etichetta Francesca Gabetti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francesca Gabetti. Mostra tutti i post

giovedì 24 gennaio 2008

Cade il Governo, ed il mondo parla (male) di noi... (I)

di Francesca Gabetti

Il fattaccio, come al solito "all'italiana" con grida, semi-cazzotti e molto casino, è di un paio d'ore fa. Eloquente, piú di ogni commento, una breve rassegna stampa tratta "in diretta" dai principali mezzi d'informazione esteri su di noi e la nostra situazione politica.

Un triste panorama che fa venire la pelle d'oca ma di cui é meglio essere coscienti: la credibilitá italiana non solo é seriamente messa in gioco, giorno dopo giorno, ma rischia di diventare un fardello troppo pesante per poter sperare di ritornare, questa volta, facilmente a galla. Ed il problema, purtroppo, riguarda tutti noi italiani e non solo i nostri politici...la percezione negativa del nostro paese inficia anche il giudizio sul singolo, sulle nostre imprese, sulla nostra serietá, eccome.

1) Le Monde (Francia): "La fragilitá di una democrazia vecchia sessant'anni" "L'Italia avanza in una maniera caotica e senza senso" "L'Italia affronta ancora una volta la sua ingovernabilitá" qui

2) El País (Spagna) : "Una votazione tesa che termina a pugni nel Governo italiano" (con tanto di video) "Prodi poeta, cade e dice addio con un verso di Pablo Neruda" qui

3) CNN (USA): "Il governo italiano perde la sua impercettibile maggioranza" "L'ultima cosa di cui il paese aveva bisogno era un'altra crisi di governo""Nella maggioranza dei paesi, un partito di tre persone non avrebbe potuto mettere in crisi nessun governo, ma in Italia, senza questo partito non esiste la maggioranza" "Cosí, mentre il mondo affronta una crisi finanziaria, l'Italia affronta una crisi di governo che molto probabilmente, ancora una volta porterá pochissimi cambi"

http://edition.cnn.com/2008/WORLD/europe/01/23/italy.politics/index.html

4) DER SPIEGEL (Germania):"Il masochismo della politica italiana"

http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,530170,00.html

http://edition.cnn.com/2008/WORLD/europe/01/23/italy.politics/index.html

5) NY Times (USA)"L'opposizione di Berlusconi stappa champagne per festeggiare all'annuncio della crisi ed il Presidente del Senato Franco Marini sbotta: "Mettete via quella bottiglia, non siamo mica in un pub!"

http://www.nytimes.com/reuters/world/international-italy-government-resignation.html?_r=1&scp=3&sq=italy&st=nyt&oref=slogin

6)BBC (UK)"Il marciume dello stato italiano"

http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7206817.stm

sabato 19 gennaio 2008

Immobilismo e fuga, senza presente

di Francesca Gabetti

L'Italia, ancorata al suo passato, sembra una nave in procinto di affondare per i troppi reperti storici accumulati nella propria stiva.
Ed é l' unico paese industrializzato dove gli studenti che vanno all' estero sono più di quelli che ne arrivano....http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/gennaio/repubblica_la_fuga_dei_cervelli_e_un_governo_impotente

Riporto pari pari un interessante articolo di Pino Corrias su questo argomento, pubblicato nella sezione Attualitá di Vanity Fair.

"Ma perché in Italia il futuro non arriva mai?
"L'Italia è un extra-mondo. Vive in un tempo suo e proprio, un passato che non passa mai, il presente che ci sfugge ed il futuro che non arriva. Il neonato 2008 promette un'infinitá di ricorrenze, il quarantennale del '68, il trentennale del rapimento Moro, i 60 anni della Costituzione.
La politica si infiamma sul tema dell'aborto - é in piana ricorrenza pure la legge che lo regola, la nº 194 varata nel 1978 -..... A Napoli chiamano emergenza una catastrofe ambientale che dura da 14 anni, complici tutti...
Sopraffatti dall'enormitá della nostra storia - gli imperi, l'arte, l'inchiostro, le croci - ci sentiamo sprecati nella miseia del presente. Per questo lo dissipiamo in questo lugubre giorno per iorno dove aggiorniamo eterne vendette o inconsolabili nostalgie. Giulio Andreotti, che di stagione in stagione rimpicciolisce davanti ai nostri occhi, è la maschera che ci riassume.Circondati da una classe dirigente d'antica generazione che non sgombera mai, facciamo cuocere quelle nuove a fuoco lento. Avvelenandole pco a poco. Fino a piegarne la fibra e rendere agevoli gli eterni inchini delle raccomandazioni, del conformismo, del familismo. Che poi saranno le sole ereditá da tramandare. Mentre i giovani piú bravi, piú svegli, i meno raccomandati, se ne vanno altrove, possibilmente nel mondo. Da Lugano a San Francisco, da Londra a Shangai, dove la vita scorre nel presente, non ci vogliono 14 anni per raccogliere un po' di spazzatura ed il futuro é ancora la parte piú interessante del tempo."

mercoledì 9 gennaio 2008

Sarkozy e gli obiettivi "aziendali"

di Francesca Gabetti


http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-823448,36-995565@51-991293,0.html

Anche se l'immagine di Sarkozy é in questo periodo duramente minata dalle sue maníe di auto-voyeurismo, anche se varie questioni politiche sono state momentaneamente accantonate in favore del gossip, c'é una notizie che colpisce e che riguarda il varo di un nuovo metodo di gestione dei membri dell'esecutivo francese, fortemente voluto da "Sarko".

Cosí come accade ormai da anni nelle aziende, a partire dal 2008, i 33 ministri e segretari di Stato d'oltralpe saranno valutati periodicamente sulla base delle loro performance reali, misurate dal programma "MBO" (in gergo, Management By Objective). Questo significa sottomettersi a pieno titolo alla "logica del risultato" quantificabile impresariale, assoluta novitá nel panorama politico e che evidentemente crea non poche perplessitá da parte dei "futuri giudicati".

D'altronde, Mons. Sarkozy l'aveva giá annunciato dopo le elezioni: i miei ministri dovranno prendersi le loro responsabilitá ed accettare in maniera trasparente che consulenti esterni li valutino.

La misura appare effettivamente innovativa e necessaria per scalzare quella - numerosa -classe politica troppo abituata a "scaldare le poltrone" e godere dei privilegi connessi alla posizione senza contribuire in maniera efficace al sistema. Lo sappiamo purtroppo fin troppo bene in Italia, dove le trame sotteranee ed i giochi di potere hanno finito per paralizzare letteralmente il sistema, scatenando una triste corsa all'immobilismo, vigliaccamente mascherato da vittimismo o accuse che possano gisutificare l'ingiustificabile.

Interessante il fatto che i risultati stabiliti da Sarkozy per i suoi ministri siano un misto tra obiettivi di budget e politici, quelli promessi prima delle elezioni ed elaborati in collaborazione con Boston Consulting Group. Ovvero in teoria misurabili, realisti e dichiarati.

Fin qui tutto ok. Ma quanto é logico stabilire come obiettivo personale e politico il numero esatto di espulsioni di clandestini?O il numero di studenti iscritti all'universitá? Non si rischia di tramutare l'idea positiva di un cammino verso una classe politica piú responsabile ed efficiente in un mero calcolo numerico in cui le persone si trasformano tristemente in cifre?
Data la novitá della misura governativa, sará sicuramente necessario per la Francia trovare una strada intermedia che possa mediare tra la voglia e la necessitá di modernizzare la politica e l'attenzione a non disumanizzare o trascurare i risultati intangibili di un governo, che spesso non sono misurabili in numeri ma riguardano delicati equilibri interni, come il benestare psicologico delle persone e della societá.

La speranza e che prima o poi anche l'Italia possa concepire un sistema simile: significa avere voglia di cambiare. Ma per ora, purtroppo, siamo ancora in alto mare...


giovedì 13 dicembre 2007

Dopo YouTube, arriva GodTube...

di Francesca Gabetti

Internet non finisce mai di stupire.
Se i fedeli scompaiono dai banchi delle chiese per, tra l'altro, passare ore davanti al computer, perché non approfittare di questa nuova tendenza per "evangelizzare" il web?

3 milioni di utenti al mese cliccano su quella che, secondo gli internauti "ecclesiastici" è una delle reti sociali pú forti al mondo: GodTube.

Alle spalle dell'iniziativa le potentissime chiese evangeliche Usa, che hanno fiutato il business dei video su Internet ed hanno costruito attorno a GodTube una vera e propria - martellante -campagna per coloro che vogliono far parte della "nuova generazione di cristiani".

I video, peró, sono da shock: bambini che recitano salmi, visioni o montaggi di presunti miracoli, apparizioni di luci divine o esorcismi contro Satana. O ancora, vendita di Bibbie in edizioni speciali, libri piú o meno autorizzati, contatti con il paranormale.
Ovvero, l'esatto opposto di ció che la chiesa normalmente osteggia: mercificazione pura de piú piccoli e di eventi sovrannaturali, al servizio di... GodMoney.

Perché, pazzescamente, la censura, su GodTube, interviene solamente se si cerca di trasmettere video di altre religioni che non siano quella cristiana...

Visitare anche www.mychurch.org

giovedì 6 dicembre 2007

Pari Opportunitá e TV spagnola

Di Francesca Gabetti

Il Governo Spagnolo delle Pari Opportunitá ha lanciato una nuova campagna pubblicitaria tv, radio e stampa per l'uguaglianza sociale e lavorativa tra uomini e donne.

La strada da percorrere é ancora lunga, certo, ma ammettere un problema di tale portata in tv, nero su bianco, davanti a milioni di telespettatori, non é giá forse molto piú di quanto si osi in altri paesi?(Senza fare riferimenti...)

La campagna, tra l'altro, é oggettivamente ben riuscita: frasi d'impatto, immagini eloquenti.
Guardatela e, se vi va, diffondetela.
Parlarne aiuta a sperare che possa davvero cambiare qualcosa, non solo in Spagna.

giovedì 29 novembre 2007

Sviluppo Umano, classifiche e clima

di Francesca Gabetti


E' stato appena pubblicato il nuovo Informe dell PNUD, il programma delle Nazioni Unite che studia lo Sviluppo Umano, definito come "Il processo grazie al quale una societá contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita dei suoi cittadini, attraverso l'incremento di quei beni che permettono di soddisfare le necessitá fondamentali e complementari, e della creazione di un contesto nel quale si rispettino i diritti umani altrui."

La Spagna scala 6 posti e, rispetto alla precedente edizione, supera per la prima volta l'Italia, piazzandosi al 13º posto per la qualitá di vita. Le variabili considerate sono, tra l'altro, speranza di vita, alfabetizazzione, soddisfazione personale e salario medio.

http://es.wikipedia.org/wiki/Índice_de_Desarrollo_Humano

In testa alla classifica si confermano rispettivamente Islanda, Norvegia ed Australia. La Svizzera è al 7º posto, la Francia al 10º, gli Stati Uniti al 12º e l'Italia scende a 20º, perdendo tre posizioni.Chiudono, in coda, Burkina Faso e Sierra Leone.

Lo studio evidenza anche come il cambio climatico si confermi effettivamente la prima preoccupazione in assoluto per il nostro pianeta e per il suo futuro: la contaminazione, infatti, è direttamente proporzionale al livello di sviluppo raggiunto e, piú i paesi crescono, piú ascendono le emissioni di Co2, piú grande è la minaccia per il nostro ecosistema...
E' la Cina, come tristemente noto, l'incognita piú allarmante.

giovedì 22 novembre 2007

Colloqui di potere

di Francesca Gabetti


Leggo sui quotidiani che il re Abdullah ha terminato il suo "tour europeo" con un gran "trionfo": è stato ricevuto perfino del Papa, in un colloquio privato di mezz'ora.

Incredibile è peró il fatto che in pochi si siano stupiti per questo "storico" incontro.

Quest'uomo saudí, che pochi giorni prima era stato accolto - chissá perchè - con tappeti rossi (e moltissime polemiche correlate) in Gran Bretagna, si è permesso di dichiarare, in un'intervista alla BBC, che i paesi occidentali non fanno abbastanza per combattere il terrorismo. Addirittura accusa in diretta i servizi segreti britannici di aver sottovalutato la "soffiata" saudí nei giorni immediatamenti precedenti agli attentati di Londra.

Quantomeno inverosimile. Ricordiamo al signor Abdillah che il suo paese, l'Arabia Saudita non è uno stato democratico.

Amnesty International è dovuta intervenire piú volte a proposito di torture e sospette esecuzioni. E' uno stato in cui alle donne è vietato guidare, che ha consentito la distruzione di vari edifici storici della Mecca in nome di principi islamici e che, volente o nolente, contribuisce a rimpinguare le milizie votate alla causa di Bin Laden, come dimostrano i passaporti degli arrestati dell'11 settembre.
Si sa perfettamente che gli USA hanno in piú occasioni finanziato l'Arabia Saudita per proteggere i propri interessi nel medio oriente.

Peró viene ricevuto con grandi onori dalla Regina Elisabetta, da Angela Merkel, da Napolitano e, ancora piú sorprendente, dal Papa. Il re Abdullah gli ha addirittura regalato un'arma, una spada intarsiata, e, come d'abitudine ha viaggiato a Roma con decine di inservienti e parecchie concubine. Il Papa non ha fatto una piega e gli ha aperto quegli stessi appartamenti vaticani chiusi in passato per molti altri leader.

Gli interessi economici che guidano personaggi e nazioni nelle loro decisioni sono evidenti, ma altro é, o dovrebbe essere, la coerenza con la condanna ai diritti umani... perchè a quanto pare valgono per alcuni, ma non per tutti.

Per maggiori info:
http://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani_in_Arabia_Saudita
http://es.wikipedia.org/wiki/Arabia_Saudita

giovedì 15 novembre 2007

"L'amore, o é libero o non é amore"

di Francesca Gabetti

La violenza domestica, in Spagna più che in altri paesi, miete molte, troppe vittime.

Dall'inizio del 2007 sono 65 le donne decedute per violenza, ovvero più di una alla settimana.
Il Governo spagnolo é molto preoccupato ed ha istituito un numero verde a cui le donne possono rivolgersi per ricevere consigli ed appoggio psicologico perché purtroppo, nella maggioranza dei casi, é abitudine delle vittime non denunciare il caso di violenza e lasciar correre, sperando che prima o poi l'incubo finisca.
Ma, troppo spesso, questo giorno non giunge mai.

Ci si é resi conto che il problema culturale dell'educazione ricevuta dalle generazioni precedenti, che presentavano la donna come modello di "colei che deve sopportare per il bene della famiglia", é una delle cause principali della situazione odierna.

Per questo l'obiettivo prioritario si sposta sulla prevenzione del problema e sul dialogo con le nuove generazioni, con il lancio di una nuova, coraggiosa ed intensa campagna pubblicitaria, contro la violenza domestica, che tratta in maniera implicita e delicata anche la questione del sesso nell'adolescenza. L'immagine é una ragazzine di 13 anni ed il testo recita:

"L'amore de ve essere libero. Libero dal maschilismo, libero dalla gelosia.
Tu puoi contribuire ad inaugurare una nuova epoca.
Devi semplicemente ricordarti sempre che é tuo diritto scegliere le tue amicizie, le cose in cui credere, la tua maniera di vestire, di camminare per il mondo,di pensare, di esprimere la tua opinione e di amare. Non lasciare che il tuo compagno o la tua compagna ti comandino, ti vogliano controllare o limitino la tua libertà. L'amore, o é libero o non é amore."

Semplice ed efficace.

giovedì 8 novembre 2007

F1, campioni e telenovele

Ovvero i nuovi perversi rapporti tra notizie, sport e gossip…

di Francesca Gabetti da Barcellona

Come ormai è passato agli annali, Raikkonen e la Ferrari sono diventati, in Brasile ed a sorpresa, Campioni del mondo di Formula1, superando di pochi, ma ben giocati punti, le polemiche interne in casa McLaren.
Ma purtroppo per lo sport, nel calendario di quest’anno, sembra difficile separare quelli che sono stati i risultati agonistici da telenovela e pettegolezzi. Alonso, dopo una serie di puntate dal titolo “Insulti, dispetti&C”, ha appena reciso il contratto con McLaren e tira un sospiro di sollievo, Hamilton intanto va in vacanza e pubblica un libro di memorie.

Nonostante le bieche soffiate tra scuderie e l’ennesima botta-risposta tra Alonso ed Hamilton, la Spagna si rende conto che la popolaritá di Alonso è volata alle stelle nel 2007, nonostante i non proprio brillanti risultati della stagione. Non solo: l’audience dei Gran Premi di Formula 1 in TV registra record inaspettati. Alejandro Agag, genero dell’ex presidente del Governo spagnolo José Maria Aznar e propietario dei diritti televisivi della F1 in Spagna, gongola.

Durante le ultime tappe del GP, la partenza trasmessa nei maxi-schermi degli stadi di calcio spagnoli, ha perfino ritardato il fischio d’inizio di alcune partite: mai successo nella storia.

Un’inchiesta del quotidiano “El Periodico” svela peró il trucco: ad aumentare davanti al piccolo schermo pare non siano esattamente gli appassionati di Formula 1, bensí soprattutto ….mogli, fidanzate&C!!Queste ultime , infatti, pur continuando a non essere interessate ad auto o pole position, nel corso del 2007 hanno iniziato a non volersi perdere neanche una puntata dell’infinita e passionale lotta intestina Alonso-Hamilton. E cosí si scopre che, grazie alle innumerevoli copertine delle cosiddette “revistas del corazón” come “Hola”, “10 minutos”&C, le vicende dei due piloti sono ormai entrate a far parte della vita di milioni di lettrici, alimentando le conversazioni tra amiche come qualsiasi argomento di gossip.
Ora, per rimanere in ronico tema pettegolezzo, rimane solo un mistero "vitale" da risolvere: sará nuovo connubio Briatore - Alonso?:-)

domenica 4 novembre 2007

Enola Gay ed il figlio USA senza rimorsi

di Francesca Gabetti

Vorrei che ci si potesse fermare tutti un momento a riflettere.

E' deceduto, alla veneranda etá di 92 anni, Paul Tibbets.
Per chi non ha mai sentito pronunciare questo nome, si tratta del comandante dell'Enola Gay, colui che ha "fisicamente" schiacciato il bottone e sganciato la bomba atomica su Hiroshima.

Quest'uomo era l'unico della squadra che conosceva esattamente l'obiettivo della missione e cosa sarebbe successo, visto che aveva studiato medicina, applicato la tecnologia della bomba all'aereo e messo a punto ogni dettaglio. "Sapevamo che sarebbe stato un attacco con molta emozione, ma era necessario lasciare i sentimentalismi da parte. Sapevamo sarebbero morte molte persone, ma in quel momento l'unica cosa che contava era eseguire il lavoro assegnato al meglio". Era cosí implicato nell'orrendo gioco che aveva perfino battezzato il caccia con il nome di sua madre, Enola Gay...

E' morto libero, senza pentirsi né chiedere scusa. Anzi, affermava di essere orgoglioso di aver contribuito alla scienza. Ha vissuto tranquillamente per tutti questi anni dichiarando di "dormire bene, la notte". http://www.elperiodico.com/default.asp?idpublicacio_PK=46&idioma=CAS&idnoticia_PK=455121&idseccio_PK=1007

Rabbrividisco solo al pensiero.
Dov'è la giustizia che tanto sbatte in prima pagina i crimini dell'umanitá commessi da altri e si proclama legittimo "difensore" dei diritti dei popoli? Solo quando interessano?
La vecchia scusa di "stavamo solo obbedendo ad un ordine impartito" non puó e non deve stare piú in piedi...ogni uomo non ha forse una propria coscienza individuale ed ogni nazione la propria coscienza collettiva?
Il Tribunale di Norimberga ha, piú che giustamente, cercato di trovare dei colpevoli. Pochi nell'oceano, ma almeno si é cercato di fare un minimo di giustizia. Il "mea culpa" é utile alla memoria collettiva perché suscita vergogna per il reato commesso, consapevolezza degli sbagli e contribuisce a sviluppare una nuova generazione di pensiero che prende le distanze dall'orrore.
La Germania ha pagato un prezzo altissimo per i suoi, immensi, errori.

Mi chiedo...e gli Stati Uniti? E' questo l'esempio con cui vivono le nuove generazioni? Un passato "senza macchia" alle spalle, fondato su impunitá e non-rimorso? Dov'é la memoria collettiva che riconosce il crimine, elabora il lutto ed apprende dagli errori commessi?

E se partendo da questa premessa fosse allora possibile interpretare anche alcune sconcertanti decisioni USA del presente? ... Dio mio.

mercoledì 24 ottobre 2007

Chi di Ambiente ferisce...di Ambiente perisce!

Di Francesca Gabetti -
da Barcellona


In Spagna, la settimana finsce con un botta-risposta al vetriolo tra il leader dell'opposizione Mariano Rajoy (Partido Popular) ed il brand new Nobel per la Pace, Al Gore.

Ma torniamo all'inizio. Approfittando della visita nella penisola iberica di Gore, Zapatero annuncia la sua nuova ed "originale" strategia per rientrare a pieno titolo tra i top-leader della politica internazionale: la lotta contro il cambio climatico. (Da quest'anno tra l'altro, in tutte le scuole spagnole sará trasmesso, a titolo educativo, il documentario "Una scomoda veritá ").



Rajoy reagisce e sbotta. Con l'evidente intenzione di sottolineare la sviolinata dell'avversario per accattivarsi l'opinione pubblica a pochi mesi dalle elezioni, scivola in una gaffe imbarazzante ed ai limiti del surreale, qualificando il problema del surriscaldamento terrestre come un "non-problema". Infatti, aggiunge:" Mio cugino, che è fisico e sa di queste cose, è d'accordo con me nell'essere scettico: visto che non si puó ancora prevedere esattamente il tempo che fará domani, come è possibile determinare quello che accadrá tra 300 anni? Che Zapatero pensi ai problemi reali...!". Apriti cielo! La platea assiste attonita. Piovono critiche a raffica contro questa affermazione quantomeno superficiale e che rivela scarsissima informazione sul tema. Il cugino di Rajoy si barrica dietro un impietrito "no comment". Qualcuno spiega a Rajoy che il problema riguarda i prossimi 30 anni e che forse ha aggiunto uno zero di troppo...


Assist su un piatto d'argento. Al Gore infatti, che è appunto in Spagna, non si trattiene e ribatte in maniera contundente " agli scettici che ancora vi sono in questo paese" , ricordando davanti a 3000 persone che la posizione di Rajoy è "inaccettabile". Oltretutto, ricorda tagliente "Il cambio climatico non è e non deve diventare un problema politico, bensí etico", e che la polemica gli sembra alquanto fuori luogo, visto che proprio la Spagna è uno dei paesi europei piú minacciati dalla questione climatica...insieme a Grecia ed Italia.




giovedì 18 ottobre 2007

Paritá lavorativa vs discriminazione salariale

di Francesca Gabetti, da Barcellona

Nonostante le ripetute denunce dell'Unione Europea sulla scandalosa inuguaglianza degli stipendi tra uomini e donne per la stessa posizione lavorativa, la situazione non accenna a migliorare. Anzi.
Mentre la media totale Europea si aggira intorno al 15% di differenza, in Spagna è stata pubblicato in questi giorni l'ultimo censimento: il gentil sesso guadagna in media il 34% in meno dei colleghi uomini, che rappresentano circa 6.000 Euro all'anno di ingressi effettivi in meno. Questo significa che una donna deve lavorare circa 4 mesi in piú per raggiungere lo stesso stipendio annuale maschile. Non solo, il gap aumenta con l'etá ed é evidente fin dai primissimi contratti dei neo-laureati. Oltretutto, rileva l'ichiesta, la mancanza di modelli femminili riconosciuti da emulare a livello professionale scoraggia ulteriormente le donne nel loro tentativo di emergere senza sacrificare una parte fondamentale di se stesse.
L'Italia purtroppo è stabile su livelli simili a quelli spagnoli.

La denuncia non rappresenta nessuna novitá, la situazione é tristemente risaputa ma l'impressione è quella che non si stia facendo nulla di concreto per migliorarla. La riflessione tocca da vicino noi donne "rosa shokking" perché si consolida come un altro, e molto tangibile, ostacolo al tentativo di conciliare vita familiare e professionale.
In Spagna peró è giá in embrione una legge che, dopo le quoterosa, obbligherá le aziende alla paritá salariale, anticipata in maniera ufficiale da un decreto reale emanato nel marzo 2007 che parla espressamente di responsabiltá sociale contro la discriminazione lavorativa uomo/donna. http://www.boe.es/g/es/bases_datos/doc.php?coleccion=iberlex&id=2007/06115
Per fortuna, speriamo (per noi che viviamo in Spagna) ...
E in Italia?